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ALIMENTAZIONE 8 Ottobre Ott 2014 1502 08 ottobre 2014

Salone del gusto, ebola e Isis causano defezioni tra Paesi africani e mediorientali

Il segretario di Slow Food: «Abbiamo chiesto a Sierra Leone, Guinea e Liberia di non partecipare».

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I corpi delle vittime di ebola in Liberia vengono portati via.

L'ebola e l'offensiva dell'Isis creano defezioni al Salone del gusto, in programma per fine ottobre a Torino.
«A malincuore», ha annunciato il segretario generale di Slow food Daniele Buttignol, «abbiamo chiesto ai delegati di Sierra Leone, Guinea e Liberia di non partecipare».
I tre Paesi africani sono infatti tra le nazioni più colpite dall'epidemia.
«EVITARE PERICOLI». «È stata una scelta molto difficile anche perché non vi era alcun divieto delle autorità», ha aggiunto Buttignol, «ma abbiamo deciso di rinunciare alla presenza delle comunità di quei tre Paesi per non creare situazioni di eventuale pericolo. E altre situazioni di territori di quell'area le stiamo tenendo sotto controllo».
Non potranno partecipare a Terra Madre, la rete mondiale delle Comunità del cibo, «persone con cui abbiamo un rapporto quotidiano, da anni, ma non li abbandoniamo. Anzi, li stiamo aiutando sempre di più, dando a loro contributi per l'acquisto di cibi e medicinali» ha detto Buttignol.
«AFRICA STRATEGICA». «L'Africa», ha proseguito il segretario generale, «è più che mai strategica nella politica di Slow Food: il progetto '10.000 orti' non è solo una rete di coltivazioni, ma un'iniziativa per promuovere un nuovo modello di agricoltura».
Le defezioni al Salone del Gusto-Terra Madre riguardano anche i delegati che vivono nei villaggi mediorentali occupati dall'Isis, mentre dovrebbero essere presenti i rappresentanti dell'Est dell'Ucraina e dell'Afghanistan, altre zone calde del mondo.
Un altro vuoto è stato lasciato dal giovane palestinese Emad Asfour, delegato di Terra Madre nella striscia di Gaza e in Cisgiordania, ucciso nei bombardamenti.
OLTRE 500 PAESI PARTECIPANTI. Nonostante l'assenza delle zone caratterizzate dalle maggiori crisi internazionali, tuttavia, «vi sarà la più ampia partecipazione di delegati di sempre dal mondo, oltre 500» ha concluso Buttignol.

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