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INDAGINI 8 Ottobre Ott 2014 0944 08 ottobre 2014

Tangenti Eni, Armanna: «Soldi agli sponsor politici»

L'ex manager dell'azienda conferma i sospetti sulle mazzette per una concessione in Nigeria.

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Paolo Scaroni, ex amministratore delegato dell'Eni.

Non si placa la tempesta su Eni e sul presunto giro di tangenti per un giacimento di petrolio in Nigeria. Secondo quanto emerso dagli accertamenti della procura di Milano, su un affare da un miliardo e 300 milioni di euro, è stata elargita la cifra di 200 milioni di euro a Emeka Obi. Un affare che secondo i pm non avrebbe motivi validi.
«SOLDI A SPONSOR POLITICI». Come ha riportato Repubblica, prende sempre più corpo l'ipotesi che dietro l'affare ci siano delle tangenti, perché come ha spiegato l'ex responsabile per il Medio Oriente, Vincenzo Armanna, «eravamo consapevoli che una buona parte sarebbe andata a beneficio degli sponsor politici dell’operazione».
CONTRATTACCO DELL'ENI. Una frase che non è piaciuta ai vertici di Eni, che hanno pubblicato un comunicato con scritto: «Eni ribadisce l’estraneità dell’azienda da qualsiasi condotta illecita in relazione all’acquisizione del blocco Opl 2-45 in Nigeria. Prende atto delle dichiarazioni di Armanna a Repubblica che hanno evidenti profili diffamatori e che daranno seguito a tutte le azioni legali a tutela dell’immagine di Eni e dei suoi manager».
ARMANNA DI DIFENDE. Così parte uno scambio di accuse, e per Armanna (allontanato dal gruppo petrolifero nel 2013) parla il suo avvocato. «Il mio assistito», ha dichiarato, «ha lasciato Eni con un accordo di uscita remunerata che si pone in contrasto con le gravi accuse che ora gli vengono mosse di violazione del codice etico aziendale».

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