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DIRITTI UMANI 9 Ottobre Ott 2014 1707 09 ottobre 2014

Corea del Nord, Shin Dong-hyuk risponde ad Antonio Razzi

Lettera dell'esule nordcoreano al senatore che lo ha accusato di mentire sui lager.

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L'esule nordcoreano Shin dong-hyuk.

Shin Dong-hyuk, l'esule nordcoreano nato nel Campo 14, ha risposto con una lettera al senatore Antonio Razzi che lo aveva accusato nel corso della trasmissione radiofonica La Zanzara di mentire sull'esistenza dei lager di Pyongyang.
Shin Dong-hyuk ha raccontato la sua storia in un libro, scritto dal giornalista del New York Times Blaine Harden e intitolato Fuga dal campo 14, in cui ha rivelato di essere stato concepito allo scopo di creare uno schiavo, da due 'riproduttori'.
Ecco il testo completo della sua lettera, pubblicata sul sito della casa editrice Codice Edizioni, al senatore Antonio Razzi:

Caro Senatore Razzi,
innanzitutto le voglio dire che spero lei sia felice, con la sua vita libera, nel mondo libero, con la libertà di mangiare ciò che vuole e vivere come preferisce. Dev'essere comodo poter dire qualunque cosa senza pensarci: spero sia grato di avere questa possibilità.

So che esistono persone come lei, che dubitano dell'esistenza dei Campi, e sostengono il regime Nord Coreano.
Se vuole vedere veramente i Campi, chieda l'autorizzazione a visitare la Nord Corea senza regole ferree e restrizioni precise: ci provi. Le posso garantire che non glielo permetteranno mai. È un dato di fatto: i 'turisti' vedono solo ciò che il regime vuole che vedano.

La dittatura nasconde tutto, da decenni. Per quanto mi riguarda, non lascerò che quello che lei ha detto mi ferisca troppo. Per un semplice motivo: è ridicolo credere alle parole di un dittatore e di un regime come quello Nordcoreano.

Ringrazio invece quelli, e tra loro i molti italiani che ho incontrato negli scorsi giorni, che riescono a capire qual è la differenza tra l'onestà e la menzogna.

In ogni caso, e questo mi conforta, Dio conosce la verità.

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