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L'INCHIESTA 9 Ottobre Ott 2014 1954 09 ottobre 2014

Finmeccanica, nessuna corruzione internazionale

I giudici di Busto condannano a 2 anni Orsi e Spagnolini per frode fiscale.

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L'ex ad di Finmeccanica Giuseppe Orsi.

Dopo 14 mesi di udienze, si chiude il primo atto del processo Finmeccanica. Giuseppe Orsi, ex amministratore delegato e presidente della holding, e Bruno Spagnolini, ex numero uno della controllata Agusta Westland, sono stati condannati a due anni di carcere, con sospensione della pena, per false fatturazioni. Ma sono stati assolti dall'accusa più infamante, che in due anni di indagini ha procurato non pochi problemi al colosso italiano degli armamenti: la corruzione internazionale.
«IL FATTO NON SUSSISTE». Per vendere i 12 elicotteri Aw 101 al governo indiano, commessa oggetto dell'inchiesta, gli ex manager e gli intermediari coinvolti nell'affare non hanno corrotto nessuno: «Il fatto non sussiste», hanno stabilito i giudici di Busto Arsizio.
RESTA LA FRODE FISCALE. Sussiste invece il reato di frode fiscale: i manager, secondo la Corte che ha emesso la sentenza di primo grado contro la quale certamente ricorreranno sia Orsi sia Spagnolini, avrebbero gonfiato le fatture delle prestazioni offerte dai consulenti per pagare meno tasse.
LA RICHIESTA DELL'ACCUSA. Cade così l'impianto accusatorio della procura - titolare dell'indagine, prima del suo trasferimento a Milano, era il pm Eugenio Fusco - che lo scorso 3 luglio aveva chiesto la condanna a sei anni di reclusione per Orsi e a cinque anni per Spagnolini.
Entrambi erano accusati di aver versato una tangente pari a 51 milioni di euro a funzionari indiani, tra cui la famiglia dell'ex capo di Stato maggiore dell'aeronautica Sashi Tiagy, per favorire AgustaWestland nella gara. Nulla di tutto questo per i giudici.
«MISURE CAUTELARI BASATE SUL NULLA». «È sorprendente che gli inquirenti abbiano potuto chiedere e ottenere misure cautelari basate sul nulla», è stato il commento del legale di Orsi, l'avvocato Ennio Amodio, «decapitando due grandi imprese. Il tribunale ha azzerato le indagini del pm facendole deragliare dal binario della corruzione internazionale».
Orsi fu arrestato nel febbraio 2013 e rimase in carcere per circa 80 giorni. «Non mi aspettavo niente di diverso, perché non ho commesso il fatto. Le vittime di questa vicenda siamo io e la mia famiglia», ha dichiarato l'ex manager al termine dell'udienza, «ma ha preso uno schiaffo anche Agusta, perché la concorrenza ci ha marciato». Il tribunale ha messo fine «a una vicenda dolorosa, ora si possono riprendere i contatti con l'India e Agusta Westland può tornare sul mercato internazionale a testa alta».
LA MICCIA DI BORGOGNI. L'inchiesta era nata dalle dichiarazioni di Lorenzo Borgogni, ex responsabile delle relazioni esterne del gruppo, braccio destro dell'ex amministratore delegato Piefrancesco Guarguaglini.
Il collegio ha anche stabilito che dovrà essere risarcita all'Agenzia delle entrate una provvisionale da 1 milione e mezzo di euro e che nei confronti di AgustaWestland si dovrà procedere con «la confisca dell'importo pari all'ammontare dell'imposta evasa calcolato sull'imponibile di 1.360.000 euro relativo al periodo d'imposta 2009 e sull'imponibile di 2.040.000». I due manager inoltre sono interdetti per un anno dai pubblici uffici.

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