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MEDIO ORIENTE 9 Ottobre Ott 2014 1200 09 ottobre 2014

Siria, un'Ong: l'Isis controlla più di un terzo di Kobane

Lo ha riportato la Ondus. Lanciati 8 raid aerei Usa. Renzi: Da Italia più coinvolgimento.

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Militanti dell'Isis in Siria, vicino a Kobane.

Lo Stato islamico ha in mano più di un terzo di Kobane, conosciuta anche come Ayn al Arab, la cittadina curdo-siriana al confine con la Turchia assediata da settimane da miliziani jihadisti.
Lo ha riferito l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), il quale ha aggiunto che i combattimenti sono avvenuti dentro e fuori la città. Gli scontri più intensi, come ha riportato la tivù Al Jazeera, sono avvenuti nel settore Ovest della città tra i jihadisti e le milizie curde delle Forze di difesa del popolo (Ypg), impegnati nella difesa della città.
AEREI CONTRO I JIHADISTI. Le forze Usa, aiutate dalla Giordania, hanno subito risposto all'occupazione con otto raid aerei contro i jihadisti dell'Isis nei pressi di Kobane, nel Nord della Siria, dove questi ultimi hanno preso controllo «di gran parte della città».
I raid, secondo quanto ha precisato il Comando centrale Usa (Centcom), hanno preso di mira veicoli e postazioni dell'Isis, soprattutto a Sud-Ovest, come ha constatato un giornalista dell'Agence France-Presse dalla frontiera turca. Ed è stato rilasciato padre Hanna Jallouf, il parroco francescano sequestrato da miliziani qaedisti con una ventina di fedeli a Quniya, nel Nord Ovest della Siria.
Ma le file jihadiste potrebbero ulteriormente rafforzarsi, secondo quanto affermato dal coordinatore antiterrorismo Ue, Gilles De Kerchove: «Presto potremmo dover affrontare un enorme numero di ritorni da Siria e Iraq. Dobbiamo essere pronti ad individuarli».
«NON REALISTICO UN INTERVENTO SOLO TURCO». Intanto, ad Ankara, Istanbul e in altre città della Turchia, sono continuati diversi scontri tra polizia e manifestanti curdi scesi in piazza per protestare contro il mancato intervento militare in Siria, dove i curdi sono assediati dagli uomini dello Stato Islamico; il bilancio sarebbe salito a quota 21 morti e decine di feriti.
«Non è realistico aspettarsi dalla Turchia che conduca da sola un'operazione terrestre» contro l'Isis in Siria, ha dichiarato il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, al termine di un incontro ad Ankara con il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg.
HOLLANDE: «SÌ A ZONA CUSCINETTO». Alla luce di questi ennesimi scontri, il presidente francese François Hollande si è proclamato favorevole a creare una «zona cuscinetto tra Siria e Turchia per accogliere e proteggere gli sfollati ed evitare il massacro delle popolazioni siriane nel Nord del Paese». Lo ha indicato l'Eliseo, al termine di un colloquio telefonico fra Hollande e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il quale da tempo aveva sostenuto la necessità di questa soluzione.
NATO: «LA PROPOSTA TURCA NON È IN AGENDA». Della stessa linea sono anche gli Stati Uniti e il Regno Unito, i quali si sono dichiarati pronti a «esaminare» la proposta turca. «Vale la pena analizzare la proposta molto molto da vicino», ha affermato il segretario di Stato americano, John Kerry. L'ipotesi di una zona cuscinetto nel Nord della Siria, tuttavia, «non è ancora nell'agenda della Nato, non è una questione attualmente in discussione», come ha dichiarato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, al termine di un incontro con il ministro degli Esteri turco.
Dal premier italiano Matteo Renzi è arrivata invece, in tarda serata, la promessa di un maggiore coinvolgimento del Paese.

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