MALTEMPO 10 Ottobre Ott 2014 2150 10 ottobre 2014

Acqua, fango e morte: Genova torna nell'incubo alluvione

L'allarme tardivo. Una vittima. Danni per 100 mln. Allerta 2 fino alle 12 di sabato.

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Un incubo rivissuto tre anni dopo. Acqua e fango, una città travolta, esasperazione e polemiche (foto, video).
Genova si è risvegliata sotto l'acquazzone, prigioniera come nel 2011.
Da allora, nulla è cambiato: torrenti esondati, un uomo ucciso per strada da un'onda, un treno Frecciabianca deragliato per una frana (tre contusi), gravi danni a strade, automobili e attività commerciali.
Le scuole sono state chiuse, le palazzine evacuate. Ma non è bastato per scacciare la paura.
ALLERA 2 FINO ALLE 12 DI SABATO. L'allerta 2, il massimo livello di attenzione per la Liguria, è stato emanato fino a mezzogiorno di sabato 11 ottobre.
I genovesi però hanno riversato la loro rabbia su quell'allarme arrivato troppo tardi, quando ormai la tragedia era in atto, ancora una volta.
La protezione civile regionale si era limitata a lanciare un avviso per «temporali forti e organizzati».

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L'ex infermiere morto perché voleva guardare il fiume

Genova: vigili del fuoco recuperano il corpo dell'uomo morto a causa dell'esondazione del fiume Bisagno (10 ottobre 2014).

Poco prima di mezzanotte del 9 ottobre, Antonio Campanella, ex infermiere genovese di 57 anni, è stato travolto dal torrente Bisagno mentre usciva da un bar ed è morto.
È l'unica vittima. Voleva vedere la piena. Ha percorso qualche decina di metri sul marciapiede che porta a Borgo Incrociati prima di venire sommerso, morendo sul colpo.
Conosciuto da tutti come Aldo, era in pensione da quattro anni.
TRASCINATO PER METRI. Il suo corpo è stato trascinato per metri dalla furia delle acque fino a finire contro il palo di una fermata del bus.
È lì che lo hanno trovato i primi soccorritori arrivati subito dopo la piena.
NON AVEVA NESSUNO. La scomparsa della madre lo aveva lasciato solo. Senza moglie né figli, preferiva uscire di notte, hanno raccontato i vicini, descrivendolo come una persone gentile e introversa. Il Bisagno se l'è portato via per sempre.

I modelli matematici non hanno indicato l'allarme

Se le indicazioni di pericolo da parte delle istituzioni fossero state più convinte, Campanella si sarebbe salvato?
Secondo il presidente della Regione Claudio Burlando i modelli matematici non hanno indicato l'allerta.
«In passato non hanno mai sbagliato», ha detto.
DORIA: «CI SIAMO ATTIVATI». In realtà, il Comune di Genova si è attivato lo stesso, ha spiegato il sindaco di Genova Marco Doria: «Anche senza allerta, ci siamo preoccupati delle scuole per tutto il giorno, avvertendo i dirigenti scolastici e mettendo pattuglie di vigili un po' dappertutto».
AUTOMOBILISTI SALVI PER CASO. Quando il Bisagno ha superato gli argini, i conducenti delle automobili si sono salvati per il favore del destino.
È esondato anche il terribile Fereggiano, che nel 2011 uccise sei donne.
In un video si vedono due persone passare a un metro dalle acque impetuose un minuto prima dell'esondazione. Tre anni fa l'allerta 2 era stata decretata, ma non servì a nulla.
RESIDENTI CONTRO UN VIGILE. I residenti inferociti hanno aggredito e insultato un vigile. La magistratura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, un atto dovuto secondo la procura, la stessa che ha mandato a giudizio l'ex sindaco Vincenzi e ad alcuni ex rappresentanti della protezione civile e del Comune per l'alluvione del 2011.
DERAGLIA UN TRENO, FRANA SULLA A7. Il maltempo ha colpito anche intorno a Genova. A Fegino un treno Frecciabianca è deragliato per una frana intorno alle 13. Contusi due passeggeri e un macchinista. A Savignone alcune persone hanno trovato riparo sui tetti, a Montoggio il paese è allagato, a Chiavari è esondato l'Entella.
A Busalla è stata interrotta per ore l'autostrada A7 per Milano per una cascata di acqua e fango.

Danni per oltre 100 milioni. «Peggio del 2011»

Genova: automobili scaraventate dalla furia delle acque dopo la violenta pioggia (10 ottobre 2014).

A quanto ammonta la stima dei danni? Oltre 100 milioni. Una ferita persino peggiore di quella del novembre 2011.
Del resto la Camera di commercio - che ha subito stanziato un milione e mezzo - e le associazioni di categoria tre anni fa avevano stimato danni per 96 milioni. E ora hanno detto: «I danni sono superiori».
Il commercio è in ginocchio. Attività allagate, imprese danneggiate, c'è chi ha perso tutto, chi ha salvato qualcosa.
«IL LAVORO? È FINITO TUTTO». Tra i negozianti c'è un mix di rabbia e disperazione. Enzo De vita, un meccanico di 27 anni che si era messo in proprio da un anno e mezzo, non crede ai suoi occhi: «Questa officina era il mio sogno. Ora è finito tutto».
TASSE, CHIESTA UNA MORATORIA. Confesercenti ha chiesto al governo una moratoria su tributi e contributi per le attività delle aree alluvionate «almeno fino alla fine dell'anno» e si è impegnata a contribuire alla riparazione dei danni.
Si sono mosse anche le banche. Quella di Vicenza ha stanziato un plafond di 50 milioni, Banca Carige di 15.
E Unicredit ha previsto a breve «uno speciale piano di intervento economico con tassi estremamente vantaggiosi».

Quei 36 milioni per la sicurezza inghiottiti dalla burocrazia

Genova: una strada sommersa dall'acqua durante l'alluvione (10 ottobre 2014).

Il premier Matteo Renzi si è detto «sconcertato» per le opere bloccate e ha annunciato un «cambio di norme contro i danni della burocrazia».
Il paradosso è che i soldi per mettere in sicurezza il fiume Bisagno ci sono da quattro anni: ma i quasi 36 milioni stanziati dal governo sono stati chiusi in un cassetto, bloccati dai ricorsi.
L'ennesimo pasticcio all'italiana.
SOLDI STANZIATI NEL 2010. Accadde infatti che il ministero dell'Ambiente e la Regione Liguria nel 2010 firmarono un accordo di programma con cui si assegnavano per il rifacimento del tratto sotterraneo del Bisagno - 9 chilometri - 35,7 milioni.
Ma dove sono finiti quei soldi? Inutilizzati, per colpa di un lungo elenco di ricorsi e passaggi burocratici che non si sono ancora conclusi.
GARA D'APPALTO CHIUSA NEL 2012. A marzo del 2012 la gara d'appalto indetta nell'ottobre del 2011 si chiuse con l'assegnazione dei lavori al Consorzio stabile per le infrastrutture, un'Ati composta da diverse società.
Il Consorzio, però, non riuscì neanche ad aprire il cantiere: alcune ditte sconfitte presentarono un ricorso al Tar della Liguria che lo accolse, sospendendo la gara.
RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO. Quando arrivarono le motivazioni della decisione del Tar, nel 2013, l'Ati che si era aggiudicata l'appalto ricorse al Consiglio di Stato che annullò la sentenza del Tar Liguria sostenendo che la competenza fosse di quello del Lazio.
Si è arrivati così all'estate 2014, il 14 luglio, quando il Tar del Lazio ha respinto il ricorso dalle ditte sconfitte.
Tutto finito? No, perché una delle società sconfitte - la Pamoter - ha inviato al Commissario delegato, il presidente della Liguria Claudio Burlando, una diffida a non far partire i lavori sostenendo che non ci sono ancora le motivazioni della sentenza del Tar.
PALAZZO CHIGI AL LAVORO. I tecnici di Palazzo Chigi e della Regione stanno cercando di capire come venirne a capo e far partire subito l'opera. Ma intanto è rimasto tutto fermo. E un altro dramma si è consumato.

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