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SALUTE 10 Ottobre Ott 2014 1811 10 ottobre 2014

Ebola, a Milano i casi sospetti erano falsi allarmi

È stata attivata la regolare procedura di protezione. Si trattava di malaria.

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Controlli medici sul virus Ebola.

Finora in Italia non è stato segnalato alcun paziente affetto da ebola, ma nelle scorse settimane alcuni malati sono stati sottoposti alla procedura per l'identificazione del virus.
Lo ha confermato Giuliano Rizzardini, direttore del Dipartimento di malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, che insieme all'istituto Spallanzani di Roma, è il centro di riferimento nazionale per l'assistenza e la diagnosi della patologia, che sta spaventando il mondo.
Lo specialista ha detto: «In questi ultimi giorni ci sono stati inviati sette o otto casi sospetti di ebola, su cui è stata attivata la procedura di protezione, ma che si sono rivelati tutti falsi allarmi».
PAZIENTI PROVENIENTI DA ZONE A RISCHIO. «Si trattava di persone che gravitavano tutte nell'area milanese», ha precisato Rizzardini, «e la maggior parte colpite da malaria. Sono arrivate da noi in quanto provenienti da zone a rischio, come Nigeria e Guinea Conakry, e che lamentavano dei sintomi. Ma per problemi linguistici non avevano chiarito bene che si trovavano in Europa già da oltre 40 giorni, e quindi non poteva trattarsi di ebola».
«ABBIAMO UNA RETE BEN STRUTTURATA». Il medico si è detto comunque tranquillo. «La rete di malattie infettive italiana è ben strutturata», ha sottolineato Rizzardini, «ci sono informazioni costanti e linee guida dal ministero della Salute, che le regioni hanno recepito. Poi per i casi conclamati ci siamo noi e lo Spallanzani».

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