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GUERRA 10 Ottobre Ott 2014 1343 10 ottobre 2014

Siria, avanzata dell'Isis a Kobane

I jihadisti sono riusciti a impadronirsi del quartier generale delle forze curde.

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Attacco dell'Isis nella zona Ovest di Kobane.

I jihadisti dell'Isis sono riusciti a impadronirsi del quartier generale delle forze curde dell'Ypg a Kobane e il consiglio comunale. Lo ha riferito l'ong Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), citato dall'agenzia Afp. La cittadina siriana a maggioranza curda al confine turco è assediata da tre settimane dai miliziani dello Stato islamico.
PRESSING SU ANKARA. Si intensificano intanto, per il momento senza risultati, le pressioni su Ankara affinché lasci passare combattenti e armi a sostegno dei miliziani che difendono la città.
Lo Stato islamico, che ha cominciato la sua offensiva il 16 settembre, controlla ormai il 40% di Kobane.
Secondo fonti locali contattate dall'Ondus, nell'attacco del 10 ottobre l'Isis ha impiegato anche un kamikaze che si è fatto saltare in aria a bordo di un camion bomba nei pressi della Grande Moschea, a ridosso del 'quadrato di sicurezza'.
CONTINUANO I RAID DI DAMASCO. Nel frattempo continuano i bombardamenti del regime di Damasco contro i ribelli, di cui fanno le spese anche i civili. Almeno 21 persone, tra le quali un uomo, una donna e i loro quattro figli sono morti in un attacco nella provincia di Daraa, nel Sud del Paese, secondo quanto riferito da testimoni oculari e dall'Ondus.
Altri tre bambini sono stati uccisi a Telmins, nella provincia nord occidentale di Idlib.

Proteste in Turchia: i morti salgono a 30

Una guerrigliera curda di Kobane, al confine tra Siria e Turchia.

In Turchia sono saliti a 30 i morti nelle violente proteste di piazza cominciate mercoledì in varie città del Paese, ma soprattutto nella provincia sud orientale di Gaziantep, in segno di solidarietà alla popolazione curda di Kobane e contro la politica attendista del governo di Ankara che non accenna a intervenire militarmente per respingere le forze dell'Isis.
PROTESTE DEL PKK. Le proteste, secondo l'agenzia di stampa turca Anadolu, sono sostenute e organizzate dal Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), che da 30 anni si batte per l'indipendenza in Turchia ed è considerato organizzazione terroristica non solo dal governo turco ma anche dagli Usa e dalla Ue.
Le forze siriane dell'Ypg sono alleate del Pkk e proprio questo sembra il principale motivo per cui Ankara è restia a intervenire a loro sostegno. Il 10 ottobre, l'inviato speciale delle Nazioni unite per la Siria, Staffan de Mistura, si è unito alle voci che chiedono alla Turchia di lasciare almeno passare volontari curdi e armi al fine di «evitare un massacro» sul tipo di quello avvenuto nel 1995 a Srebrenica.
DE MISTURA: «SE NON SI AGISCE LO RIMPIANGEREMO». De Mistura ha sottolineato che circa 500-700 persone anziane e altri civili sono intrappolati a Kobane (Ain al Arab il nome arabo). Se non si agirà, «noi tutti, e la Turchia, rimpiangeremo di aver perso l'occasione di fermare l'Isis», ha avvertito l'inviato dell'Onu.
Anche il segretario alla Difesa Usa, Chuck Hagel, ha chiesto ad Ankara una maggiore partecipazione nella battaglia contro l'Isis, sottolineando che la Turchia potrebbe consentire agli aerei statunitensi di utilizzare le sue basi, oltre che addestrare ed equipaggiare i ribelli siriani non fondamentalisti.
I raid aerei della Coalizione internazionale non sembrano sufficienti a impedire la caduta della città.
GLI ATTACCHI NON FRENANO L'ISIS. Gli attacchi, ha sottolineato l'Ondus, non hanno impedito alle forze jihadiste di continuare a rifornirsi di munizioni, che arrivano da altre località della provincia di Aleppo e di Raqqa.
Nelle ultime 24 ore lo Stato islamico ha anche utilizzato motociclette per il trasporto del materiale bellico, più difficili da individuare per i jet della coalizione rispetto alle auto finora impiegate. Il 10 ottobre, tuttavia, un gruppo di forze della sicurezza curde è riuscito ad infiltrarsi sullo strategico altipiano di Mashta Nur, controllato dai jihadisti, uccidendone quattro.

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