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EMERGENZA 11 Ottobre Ott 2014 2151 11 ottobre 2014

Alluvione Genova, allerta prolungata e conta dei danni

La città sconvolta dagli allagamenti. E i giovani imbracciano le pale per ripulirla. Finora 300 mln di danni. Gabrielli: «Previsioni errate, nessuna crocifissione».

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Ancora una notte di terrore, tra strade allagate dall'ennesima tempesta di pioggia, tuoni e fulmini, due linee ferroviarie interrotte dalle frane, frazioni isolate e altre case evacuate (sono più di 100 gli sfollati). Resta molto critica e preoccupante per le pessime previsioni meteo la situazione a Genova e nei Comuni vicini, colpiti nella notte tra il 9 e il 10 ottobre dalla devastante alluvione che ha ucciso l'infermiere Antonio Campanella e squassato larga parte della città.
DANNI PER 300 MILIONI. È cresciuto il bilancio dei danni, ora stimati in 300 milioni (200 per la parte pubblica, ha detto il governatore Burlando, oltre 100 per quella privata, hanno riferito le associazioni di categoria) ed è costante la paura per una seconda alluvione che potrebbe arrivare nelle prossime ore.
ALLERTA 2 FINO A LUNEDÌ. L'Arpal ha emesso un bollettino che annuncia nuove, forti precipitazioni dalla serata fino a lunedì 13 e la Protezione civile ha emanato una nuova allerta 2, il massimo grado del rischio, fino a lunedì alle ore 24. Restano chiusi parchi, cimiteri e impianti sportivi. Stessa sorte le scuole di ogni ordine e grado, non solo a Genova, ma anche nelle Province della Spezia e Savona.
IN STRADA I NUOVI ANGELI DEL FANGO. L'attenzione della Protezione civile, che ha ora anche il sostegno dei pontieri dell'esercito arrivati da Piacenza, si è spostata anche a levante e alle spalle del capoluogo, colpiti da altre precipitazioni che hanno fatto esondare ancora l'Entella a Chiavari e portato al limite il Boate a Rapallo, poi è tornata a Genova. Dove il sole ha spinto migliaia di giovani, nuovi e vecchi 'angeli del fango', ad aiutare residenti e commercianti nello sfibrante tentativo di provare a tornare normali.
UNA GIOVANE RICOVERATA. Tra loro, gli operai dell'Ilva («ringraziamo così la città che ci ha dato i lavori socialmente utili») e il calciatore del Genoa Luca Antonini con la moglie Benedetta. Sporchi di fango come la giovane di 27 anni che si è sentita male mentre spalava ed è ora in rianimazione al Galliera.
BARRICATE DI PROTESTA. In serata, invece, circa 200 persone hanno eretto una barricata con masserizie alluvionate per protestare contro il mancato intervento dei mezzi che avrebbero dovuto rimuoverle. La protesta ha bloccato il traffico per qualche ora e non sono mancati momenti di tensione con gli automobilisti. Per non far degenerare la situazione, la polizia ha inviato sul posto anche agenti del reparto mobile. Questura e prefettura hanno avviato una mediazione con i cittadini ed è stata concordata la fine della protesta in cambio dell'arrivo di ruspe per rimuovere le masserizie.

Bagnasco: «Vergognosi gli ostacoli burocratici»

Il cardinale Angelo Bagnasco tra le strade alluvionate di Genova.

Ha cercato di portare conforto alla sua città anche il presidente della Cei Angelo Bagnasco, che ha lasciato il sinodo sulla famiglia per andare a vedere coi suoi occhi la disperazione. «Non abbiamo più le forze per ricominciare», gli ha detto piangendo una donna schiacciata dalla terza alluvione. «Raccogliete soldi per noi», gli ha invece urlato una commerciante. «Genova reagisce ma non basta» - ha replicato Bagnasco - «bisogna fare le opere». Anche lui, come ieri il premier, è stupito dai ritardi: «È vergognoso che le burocrazie, di qualsiasi tipo, blocchino fondi necessari per questi problemi».
LA CEI STANZIA UN MILIONE. Intanto, la Cei ha stanziato un milione. La «Superba che resiste», come hanno scritto a centinaia sul web, ha accolto anche il capo della Protezione civile Franco Gabrielli, che ha chiesto la massima attenzione «perchè siamo in piena emergenza» e ha invitato le istituzioni a stare vicine ai cittadini.
GABRIELLI: «ERRORE, MA NESSUNA CROCIFISSIONE». Gabrielli ha parlato delle polemiche sulla mancata allerta: «C'è stato un errore nelle valutazioni ma non bisogna crocifiggere i previsori». Illustri meteorologi hanno difeso l' Arpal dalle pesanti critiche ricevute. Andrea Giuliacci, del centro Epson, ha spiegato: «Nessuno si aspettava che potessero cadere 300 millimetri d'acqua in una zona così circoscritta, anche noi avevamo previsto forti precipitazioni, ma non eravamo arrivati a tanto». «Neppure gli Dei potrebbero», ha scritto qualcuno sul web.

Altre strade crollate, entroterra in ginocchio

Genova: ruspe al lavoro per rimuovere il fango dalle strade (10 ottobre 2014).

La tempesta di pioggia e fulmini che ha colpito Genova nella notte, all'alba si è spostata a levante mettendo paura a Recco, Portofino, Santa Margherita, Rapallo e Chiavari. Ha portato al limite di esondazione i torrenti Boate e Lavagna e fatto esondare l'Entella. Quando si è calmato si sono contate altre strade crollate nell'entroterra del Tigullio, altre frazioni isolate.
ANSIA ALLE CINQUE TERRE. In serata è arrivata fino alle Cinque terre e in Val di Vara, dove è vivo il ricordo per la strage del 2011. Sono stati rinforzati gli argini del Magra e sfollate 24 famiglie a rischio. Lo stillicidio degli smottamenti preoccupa anche Rfi.
LINEE FERROVIARIE INTERROTTE. Una nuova frana ha bloccato tutto il giorno la linea Genova-Ovada, liberata in serata, mentre la pioggia ha frenato il ripristino della doppia linea Genova-Milano e Genova-Torino, interrotta 24 ore prima per il deragliamento del Frecciabianca. La Regione Liguria ha già provveduto a chiedere lo stato di emergenza. Con la speranza di chiudere qui il conto.

Renzi amareggiato, il governo corre ai ripari

Il premier Matteo Renzi.

Il governo, da parte sua, ha deciso di rompere gli indugi, facendo largo alla ferma convinzione di intervenire con rapidità e nettezza, sia sull'emergenza ligure sia, in un quadro più ampio, sulle misure di prevenzione da puntellare in tutta la penisola. Il premier Matteo Renzi non avrebbe nascosto disappunto e amarezza, secondo chi ha avuto modo di sentirlo in queste ore, dopo la tragica alluvione che ha colpito Genova.
IL PRECEDENTE DEL GARGANO. Un dramma che va a cadere a solo un mese dall'alluvione del Gargano e sul quale pesano una burocrazia elefantiaca e una serie di errori di valutazione che di certo non sono passate inosservate a Palazzo Chigi.
Renzi ha seguito la situazione nelle zone alluvionate da Pontassieve, dove ha trascorso un sabato in famiglia senza mai interrompere i contatti con chi è nel capoluogo ligure. Me le indicazioni del premier non riguardano solo l'emergenza.
VERSO LO SBLOCCO DEI LAVORI. Lunedì 13, l'unità di missione 'Italiasicura', varata a luglio per fronteggiare il dissesto idrogeologico, dopo aver incontrato le amministrazioni locali cercherà di trovare una soluzione per lo sblocco dei lavori e la messa in sicurezza del fiume Bisagno. Lavori messi in standby da burocrazia e ricorsi, nonostante i 36 milioni in campo fossero a disposizione già quattro anni fa.
TESORETTO DI 4 MILIARDI. L'unità di missione ha come obiettivo quello di portare avanti 3.395 cantieri anti-alluvioni e anti-frane, il governo gli ha assicurato un tesoretto di 4 miliardi, 2,5 solo per il dissesto. Fondi destinati soprattutto alla prevenzione, più che a misure straordinarie.

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