Ospedale Lugo 141010150212
CRONACA 11 Ottobre Ott 2014 0800 11 ottobre 2014

Morti all'ospedale di Lugo, «infermiera compiaciuta di uccidere»

Il gip: «Tentò anche di nascondere le prove». È accusata dell'omicidio di una 78enne.

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Daniela Poggiali «era compiaciuta dal provocare la morte della paziente affidata alle sue cure».
Con queste parole il giudice per le indagini preliminari, Rossella Materia ha descritto nell'ordinanza di custodia cautelare il comportamento dell'infermiera dell'ospedale di Lugo (Ravenna), accusata di omicidio pluriaggravato della 78enne Rosa Calderoni.
Per il giudice la donna tentò di nascondere le prove gettando il deflussore sporco di potassio.
Secondo il gip l'anziana è morta l'8 aprile per uno «choc cardiogeno» causato da un'iniezione letale di potassio che avrebbe praticato la 42enne infermiera.
QUELLA VOLONTÀ DI AUTOCOMPIACIMENTO. Nell'ordinanza si legge anche che Daniela Poggiali avrebbe tentato di nascondere le prove quando ha rimosso il cadavere della signora, gettando separatamente il deflussore «sporco di potassio» nel «tentativo di occultarlo e comunque reso anonimo mediante la sostituzione dell'unica parte (cioè il catetere) che certamente avrebbe presentato tracce biologiche di Rosa Calderoni». L'azione omicidiaria dell'infermiera sarebbe stata secondo il giudice «dettata da una volontà di autocompiacimento e di sopraffazione di chi versava in condizioni di debolezza».
11 MORTI SOSPETTE. Il nome di Daniela Poggiali è finito all'interno di un'inchiesta per 11 morti sospette avvenute all'ospedale di Lugo, in provincia di Ravenna. Per gli investigatori, la donna se la sarebbe presa con i pazienti impegnativi da assistere o con parenti pressanti.

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