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ABRUZZO 11 Ottobre Ott 2014 2057 11 ottobre 2014

Terremoto l'Aquila: cadono i balconi, sgomberato l'edificio

Ordinanza del sindaco Cialente «per motivi di pubblica incolumità». Dieci giorni per lasciare la palazzina.

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Il balcone crollato a Cese di Preturo.

Emessa l'ordinanza del sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, per lo sgombero dell'edificio 19 del progetto Case di Cese di Preturo - realizzato come altri dopo il sisma del 2009 - dove si è verificato nelle scorse settimane il crollo di un balcone in legno il cui materiale è stato fornito da una ditta Piacentina al centro di un'inchiesta della Procura emiliana per il suo fallimento.
Lo sgombero, stabilisce l'ordinanza, è «per motivi di pubblica incolumità».
FUORI DAGLI ALLOGGI IN 10 GIORNI. Gli inquilini dovranno lasciare gli alloggi in 10 giorni e saranno sistemati in appartamenti vuoti del progetto Case, il mega insediamento prefabbricato antisismico, costituito da circa 4.500 case dopo il terremoto del 6 aprile 2009.
La piastra Ces 19 era stata già oggetto dei sigilli a tutti i balconi. Un analogo sequestro era avvenuto per i balconi di tutti i prefabbricati antisismici costruiti nel post terremoto dell'Aquila a Collebrincioni, Coppito, Sassa e Arischia. Il tutto su disposizione del gip del tribunale dell'Aquila nell'ambito dell'inchiesta successiva della procura della Repubblica.
Tra le motivazioni dell'ordinanza, anche la relazione tecnica del Corpo forestale dello Stato dopo gli accertamenti svolti durante i sequestri in cui si parla di «situazioni di grave criticità del sistema strutturale dell'edificio».
L'INCHIESTA DELLA PROCURA VA AVANTI. L'inchiesta della procura, contro ignoti, va avanti. Il sindaco su Facebook, nell'annunciare il provvedimento, si è detto addolorato come primo cittadino «perché capisco il dramma di queste famiglie, costrette a traslochi e spostamenti, con enormi e ingiusti disagi. Di loro comprendo e condivido la frustrazione, la rabbia, il senso di impotenza. So di tutelare così la loro salute fisica, ma non certo il loro stato d'animo e serenità».
«All'Aquila, all'Expo e al Mose sotto gli occhi del mondo si è ripetuto il rito degli approfittatori, degli avvoltoi e sciacalli che trasformano in occasione di ruberie ed imbrogli anche gli appuntamenti decisivi dell'Italia», scrive ancora Cialente su Facebook, «comincio a chiedermi, seriamente, se l'Italia potrà farcela e se non serva ancora più coraggio nelle scelte politiche».

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