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BUONE NOTIZIE 11 Ottobre Ott 2014 1750 11 ottobre 2014

Usa: polizia comunica la morte del figlio ai genitori, ma lui è vivo

Parenti avvisati nella notte. Ma è stato uno scambio di persona. La vittima era un omonimo.

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Justin Priest.

Un turbine di sentimenti estremi, fino alla gioia irrefrenabile: è quanto hanno vissuto nell'arco di pochi secondi una coppia di genitori americani quando si sono accorti che la polizia aveva comunicato loro, solo per errore, la morte del figlio in un incidente d'auto.
LA CORSA DEI GENITORI. L'episodio è stato riferito dal sito dell'Alaska Dispatch News che ha precisato come ai coniugi Priest, a causa di un'omonimia, alle tre di notte di giovedì 9 ottobre era stata comunicata la morte del figlio Justin, di 29 anni.
Sconvolta, la coppia residente nella cittadina di Palmer ha telefonato ai parenti e si è precipitata in auto ad Anchorage per annunciare la terribile notizia all'altro figlio. Poi ha deciso di avvertire di persona anche la fidanzata di Justin.
IL FIGLIO ERA VIVO A CASA. Arrivati alla porta dell'abitazione della giovane, ad aprire hanno trovato però proprio il presunto morto: mezzo addormentato e ignaro di tutto mentre stava per portare il cane a passeggio.
«Volevo che fosse vero, ma mi son detta: ho un'allucinazione?», ha raccontato la madre Karen. Dopo attimi di smarrimento, è esplosa la gioia, fatta di abbracci, pianti, lodi al Signore e durata «circa mezz'ora», come ha detto Justin.
La polizia si è scusata per l'errore causato da un'omonimia nemmeno totale: il secondo nome della vera vittima era diverso, come pure l'età.

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