Maltempo Genova 141012113753
CRONACA 12 Ottobre Ott 2014 1130 12 ottobre 2014

Alluvione Genova, contestato il sindaco Marco Doria

Il primo cittadino incontra i negozianti. Ed è sommerso da una pioggia di insulti: «Vieni a spalare».

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Tanta rabbia ma anche tanta voglia di rialzarsi. Dopo l'alluvione che giovedì 9 ottobre notte ha colpito Genova, mettendola in ginocchio, i cittadini provano a guardare avanti.
L'esondazione di rii e torrenti ha lasciato dietro di sé una scia di morte e devastazione.
E ad alimentare la rabbia c'è sia la mancata emanazione di un'allerta da parte della Protezione civile sia la sensazione di essere lasciati soli, abbandonati dalle istituzioni i cui rappresentanti non si sono ancora fatti vedere nei quartieri più colpiti (leggi l'editoriale di Peppino Caldarola).
INSULTI A DORIA. Dopo la visita del presidente della Cei e arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, domenica 12 ottobre è sceso in strada tra il fango e la disperazione il sindaco Marco Doria.
Il primo cittadino ha incontrato i negozianti alluvionati del centro ed è stato pesantemente contestato. «Pagliacci, ancora parlate, dimezzatevi gli stipendi», hanno detto i commercianti. «Prendi la pala e pulisci», ha detto un altro. Il sindaco è stato anche offeso: «Vai a casa».
L'IRA DEI CITTADINI. Vicino a Marco Doria anche la polizia. Nonostante le offese ricevute e le accuse, ha continuato il soprallugo ed è stato sommerso ancora da una pioggia di critiche: «Non pulite neppure i tombini». Un giovane gli ha urlato: «Se fossi stato il sindaco mi sarei incatenato a Roma, la gente è rovinata e voi la Tasi la mandate comunque a Roma. Siete spazzatura». Altri gli hanno gridato: «Hai paura? Verrà anche il momento che prenderete gli schiaffi».
SOSPESE TASI, IMU E TARI. Per cercare d'aiutare i cittadini, Marco Doria ha sospeso il pagamento della Tasi, Tari e dell'Imu. «Dimissioni? Posso anche pensarci», ha affermato. «E se fossi sicuro che accelerassero le procedure per gli interventi lo farei anche subito».
È salito il bilancio dei danni, stimati in 300 milioni (200 per la parte pubblica oltre 100 per quella privata).

Gli 'angeli del fango' ancora al lavoro

Genova: un angelo del fango dopo l'alluvione (11 ottobre 2014).

Approfittando del sole (la Protezione civile ha confermato l'allerta 2 fino alle 24 del 13 ottobre), sono tornati al lavoro gli 'angeli del fango', centinaia di giovani impegnati ad aiutare residenti e commercianti a riportare alla normalità la città colpita dall'alluvione.
Vanghe in mano, i volontari hanno raggiunto a piccoli gruppi e in ordine sparso le zone più disastrate e hanno iniziato a spostare detriti, svuotare negozi e cantine, pulire melma.
TENSIONE CON LA POLIZIA. Alcuni si sono ritrovati in piazza Della Vittoria dov'è stato allestito uno dei centri mobili di comando che si occupa anche della organizzazione delle operazioni di soccorso.
Momenti di tensione con la polizia, invece, in corso Buenos Aires, uno dei luoghi più colpiti dall'alluvione, dove secondo quanto ricostruito, un gruppo di volontari avrebbe deriso e offeso alcuni agenti che stavano passando invitandoli «a sporcarsi la divisa» e «venire a spalare il fango». Ne sarebbe nato un parapiglia e la polizia avrebbe chiesto rinforzi. Sul posto è intervenuto anche il reparto mobile. Alcuni volontari sono stati identificati. Non risultano feriti o denunciati.
ANCORA CUMULI SUI MARCIAPIEDI. A tre giorni dall'esondazione ancora molte strade sono coperte da uno strato di fango o polvere, i marciapiedi sono pieni di cumuli di detriti e di merci danneggiate accatastate da chi ha avuto negozi, imprese, cantine invase dall'acqua e dal fango.
«Mancano pale e stivali», hanno affermato alcuni genovesi. «Noi vorremmo aiutare a togliere il fango dalle strade ma non abbiamo gli strumenti per farlo. Abbiamo utilizzato quello che avevamo in casa però quando la scopa si è rotta non sono stato in grado di trovarne altre».
IRA DI BAGNASCO. Annunciando che domenica 19 in tutte le chiese è in programma una raccolta fondi per gli alluvionati, il cardinale Angelo Bagnasco si è scagliato contro le Istituzioni: «Nessuno deve vedere lo Stato distratto e lento rifugiarsi dietro il primato delle responsabilità, dietro un'accettabile e macchinosa burocrazia che per assicurare legalità e trasparenza fa affondare nel fango chi ha perso tutto».
Durente l'omelia ha affermato che «è l'ora della giustizia e della riconciliazione tra cittadini e istituzioni. Nessuno si deve sentire abbandonato e dimenticato». Il presidente della Cei ha anche invocato aiuti rapidi: «La gente deve avere aiuti tempestivi, senza procedure lente e complicate, inutili in situazioni difficili come questa, altrimenti la vita non riprende».

Allarme sciacalli: arrestate 14 persone

Genova: il cardinale Angelo Bagnasco nelle strade coperte di fango dopo l'alluvione (12 ottobre 2014).

Oltre che essere nel mirino del maltempo, Genova è vittima anche degli sciacalli.
I carabinieri hanno arrestato quattro persone che rubavano generi alimentari, detersivi e cosmetici tra gli scaffali dei negozi alluvionati di via Cesarea e via Granello, a pochi passi dalla centrale via Venti Settembre in uno dei punti maggiormente colpiti dal l'esondazione del Bisagno.
In manette sono finiti quattro uomini di origini romene di 19, 23, 38 e 51 anni. Devono rispondere del reato di furto con l'aggravante dello sciacallaggio.
SERVIZI DI CONTROLLO. Proprio per prevenire questo genere di reati e tutelare i commercianti già duramente colpiti dall'alluvione, le forze dell'ordine hanno organizzato servizi di controllo appositi giorno e notte nelle zone più devastate. Dall'inizio dell' emergenza sono già 14, tutti cittadini dell'Est Europa, gli sciacalli finiti in manette.

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