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ROVINE 12 Ottobre Ott 2014 1200 12 ottobre 2014

Alluvione Genova, Gabrielli: «Lo Stato è impotente»

Il capo della Protezione civile punta il dito contro burocrazia, deficit culturale e mancanza di risorse.

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Franco Gabrielli, capo della Protezione civile.

Lo Stato è impreparato dinanzi a calamità naturali come quella di Genova.
Non ci sono soldi, non c'è preparazione culturale.
A lanciare il grido d'allarme è stato il capo della Protezione civile Franco Gabrielli, intervistato il 12 ottobre da Repubblica.
«Lo Stato è impotente. Nelle condizioni attuali, come s'è visto giovedì a Genova, non è in grado di tutelare la vita dei cittadini. E la Protezione civile è senza mezzi, è come se mi avessero mandato sul fronte con una scatola di aspirine per una guerra non voluta da me», ha detto Gabrielli.
DEFICIT CULTURALE. L'ex direttore dell'Aisi ha negato che la colpa possa essere attribuita ai meteorologi; deve invece essere addebitata a ragioni strutturali, che hanno a che fare anche con il «grande deficit culturale del nostro Paese sul tema della protezione civile».
E poi - continua Gabrielli - c'è il problema delle risorse. Il governo ha stanziato 70 milioni di euro nel 2014 per il Fen (fondo per l'emergenza nazionale). Il problema è che i danni provocati dalle emergenze nazionali degli ultimi tre anni ammontano a oltre due miliardi di euro. Ecco spiegato il riferimento alla scatola di aspirine.
BUROCRAZIA LENTA. Gabrielli ha puntato il dito anche contro la burocrazia, rea di rallentare processi che richiedono interventi decisi: «I 35 milioni per il torrente Bisagno, non spesi per una girandola di ricorsi dopo l'assegnazione della gara, è uno scandalo della burocrazia pubblica».

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