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TENSIONE 12 Ottobre Ott 2014 1045 12 ottobre 2014

Isis, a Kobane la situazione resta pericolosa

Hagel: «I raid fanno progressi». A Ramadi ucciso in capo della polizia.

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Le milizie curde asserragliate a Kobane, la città siriana a maggioranza curda a ridosso del confine turco, resistono agli attacchi dei jihadisti dello Stato islamico (Isis).
Una situazione che secondo Chuck Hagel, segretario della Difesa Usa, resta «pericolosa» nonostante i raid aerei guidati dagli Usa «abbiano fatto progressi» e siano proseguiti, sulla città di Kobane e su Raqqa, anche il 12 ottobre, con l'aiuto delle forze degli Emirati Arabi e dell'Arabia Saudita.
Tensione anche ad al Anbar. Il capo della polizia della regione occidentale irachena che rischia di cadere nelle mani dell'Isis, è rimasto ucciso per un'esplosione avvenuta a Ramadi.

L'Isis controlla il 40% di Kobane

La città curda di Kobane assediata dall'Isis.

Giorno dopo giorno, i jihadisti continuano ad affacciarsi minacciosi su diversi altri fronti in Siria e in Iraq.
Secondo quanto riferito dall'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), a Kobane, dove rimangono poche centinaia di civili, i miliziani dell'Isis controllano circa il 40% del territorio urbano.
BAN: «EVITARE MASSACRO». Fonti militari americane hanno fatto sapere che tra il 10 e l'11 ottobre sono stati condotti sei raid aerei su postazioni jihadiste attorno alla città.
Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha invitato «tutte le parti a impegnarsi per evitare un massacro di civili a Kobane»: «Ribadisco la mia profonda preoccupazione per la situazione dentro e intorno la città: migliaia di vite sono a rischio per gli attacchi Isis», ha detto al Cairo a margine della conferenza dei donatori per Gaza.
RASTRELLAMENTI CASA PER CASA. Per tentare di ottenere rinforzi militari, le forze curdo-siriane hanno condotto anche rastrellamenti e arresti casa per casa nell'area di Qamishli, nel Nord Est siriano a maggioranza curda. Decine di giovani sono stati condotti con la forza alle caserme di reclutamento delle milizie curde per essere inviati al fronte di Kobane.
KIRKUK È CADUTA. In Iraq, intanto, i caccia Usa, assieme a quelli britannici, hanno bombardato postazioni jihadiste nei pressi di Hit, Kirkuk e Ramadi.
Altre fonti curde hanno lanciato l'allarme sull'addensamento di truppe jihadiste dell'Isis a Sud e a Ovest di Kirkuk, la città un tempo contesa tra arabi e curdi e da giugno caduta totalmente sotto il controllo delle milizie curde.
Al centro di pozzi petroliferi, Kirkuk sarebbe minacciata da un'imminente attacco congiunto dello Stato islamico. Analogamente, potrebbe cadere in mano ai jihadisti quel che rimane della turbolenta regione occidentale irachena di al Anbar, roccaforte dell'Isis sin dal 2007.
Secondo fonti ufficiali irachene e fonti militari americane citate l'11 ottobre dalla stampa britannica, l'esercito di Baghdad è indebolito nonostante i raid della Coalizione internazionale.

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