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LA MODA CHE CAMBIA 12 Ottobre Ott 2014 1827 12 ottobre 2014

La (falsa) dittatura magra in un mondo sempre più grasso

La presunta supremazia di chi mangia poco non esiste. Il vero problema è l'obesità.

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Obesi in aumento in Italia.

Scusate, alt, fermiamoci un momento e proviamo ad andare un po’ oltre le solite frasi fatte e le analisi psicologiche da settimanale per ragazzine, perché c’è qualcosa che non torna nelle teorie sulla dittatura della magrezza che hanno fatto seguito alla pur atroce violenza inflitta nei giorni scorsi a Napoli da tre 20enni a un adolescente che ritenevano obeso sparandogli nelle viscere getti di aria compressa.
IGNORANZA PIAGA INELIMINABILE. Per il caso specifico non staremo neanche a parlare di degrado sociale, di bestialità, di ignoranza, perché la nostra società occidentale – pur faticosamente progredita attraverso un innesto bizzarro di illuminismo e cattolicesimo – dovrà pur rendersi conto che bestialità e ignoranza sono piaghe ineliminabili del tutto e che bisogna solo tenerle a bada il meglio possibile.
Possiamo invece, anzi dobbiamo, parlare una buona volta della contraddizione che, da 20 anni a questa parte, ci spinge a parlare di proterva supremazia della magrezza quando il mondo (quello occidentale, soprattutto) non è mai stato così grasso.
1 MILIONE DI OBESI PATOLOGICI IN ITALIA. La differenza fra la forma dei ragazzi e degli adulti di oggi e quella di un tempo è percepibile a occhio nudo, semplicemente camminando per strada, ma in caso non lo fosse, eccovi i dati ufficiali, diffusi in occasione della giornata mondiale contro l’obesità (il 10 ottobre), che già di suo sarebbe una buona ragione per approfondire un po’ la faccenda.
Questi sono gli stralci del comunicato, così com’è stato diffuso attraverso agenzie di stampa e Tg: «Sono 1 milione gli italiani obesi patologici, cioè quelli che hanno un indice di massa corporea superiore a 35, e mezzo milione gli obesi gravi. Numeri impressionanti che delineano chiaramente i contorni di quella che gli esperti non esitano a definire una vera e propria epidemia e che riguarda sempre di più ragazzini e adolescenti».
ATTIVITÀ FISICA E CORRETTA NUTRIZIONE. E ancora: «Prevenire e contrastare l’obesità non vuol dire sottoporsi a massacranti diete fai da te, ma avviare un percorso destinato a raggiungere la forma fisica e la buona salute che si articola in varie fasi, attraversando attività fisica, gestione delle emozioni, nutrizione, controllo delle patologie collegate all’obesità ed eventualmente chirurgia. E proprio sui bambini è necessario intervenire per fronteggiare l’emergenza. Insieme con i genitori è necessario fare un ambizioso lavoro sullo stile di vita: andare a scuola a piedi, salire le scale invece di prendere l’ascensore, poca televisione e videogiochi, dieta ipocalorica consigliata da uno specialista».

La colpa è anche di genitori sciatti e disattenti

Il cibo spazzatura, ipercalorico, è una delle principali cause di obesità.

Di dittatura dei magri, di loro rapaci e autocratiche leggi come si è letto in un dolente articolo sul Corriere della sera venerdì 10 ottobre, non si legge mai, in queste analisi: si leggono invece, in controluce, genitorialità sciatte, disattente, pigre, e molte altre cose, fra cui la tendenza, molto europea e moltissimo italica, a cercare all’esterno causa di mali che sono perlopiù endogeni.
GLI ITALIANI MANGIANO DA SCHIFO. Gli italiani, come molte altre popolazioni occidentali, non sono virtuosi consumatori di fantasmagoriche diete mediterranee, ma mangiano da schifo, e di recente un collega giapponese stigmatizzava l’aumento esponenziale dell’obesità e soprattutto l’arrivo delle malattie cardiovascolari nei suoi connazionali a causa delle abitudini alimentari importante da noi.
Le nostre bevande gassate, i nostri dolci ricchi di zuccheri raffinati, la nostra carne rossa, i nostri insaccati, le cotture grasse, la farina bianca, i lieviti chimici e tutti i potenziatori di colesterolo cattivo che ingurgitiamo da mattina a sera e che malauguratamente esportiamo. La carbonara non è dieta mediterranea, e i fagiolini al burro neanche. I nostri figli si muovono poco, e anche noi: un tempo, se non avessimo svolto con costanza e buonissimi risultati qualche sport saremmo stati considerati degli sfigati dai nostri compagni e amici. Oggi lo sfigato è il ragazzo che passa il tempo a giocare a pallavolo e non seduto a cavalcioni del motorino con l’iphone ultimo modello in mano sperando di accedere a un talent in tivù.
IL CIBO HA UN VALORE SENZA PRECEDENTI. È intervenuto però qualche significativo fattore esterno ad accelerare e stravolgere la situazione. Abbiamo assegnato al cibo un valore che non ha mai avuto prima. La dittatura di oggi non è nella magrezza. È nella sovrabbondanza di cibo offerto a ogni angolo di strada, sui giornali, in televisione, nelle forme più svariate: il cibo trash (pizze, panini, focaccealformaggio, biscotti) servito ogni cinque metri in locali standard che sono spesso frutto del riciclaggio sempre più massiccio dei racket di droga e prostituzione; il cibo cultura, spacciato come tale in presunte fiere del gusto che ai più servono come pretesto per ingozzarsi, credendo di aver fatto chissà quale esperienza culturale; il cibo consolatorio per questi tempi grami, perché mandarsi uno speedball di zucchero nel cervello e attivare un po’ di serotonina che plachi le nostre ansie è non utile ma talvolta necessario, quando si è in cerca di un lavoro che non si trova.
Volete scommettere, che se mai dovesse ripartire l’economia, caleranno anche gli obesi?

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