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INTERNET 13 Ottobre Ott 2014 0935 13 ottobre 2014

Revenge porn, reato punito con due anni di carcere

Punizioni esemplari per chi diffonde video osé dell'ex partner. La svolta di Londra.

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In Gran Bretagna il revenge porn è destinato a essere punito con il carcere fino a due anni.

Due anni di carcere per chi commette il reato di «revenge porn». È questa la punizione pensata in Gran Bretagna per coloro che condividono immagini o video sessualmente espliciti dell'ex partner senza il consenso di questi ultimi.
SVOLTA DI LONDRA. A svelarlo è stato il quotidiano britannico The Guardian: secondo il segretario della Giustizia Chris Grayling, inoltre, presto il disegno di legge, al momento al vaglio del parlamento, sarà ufficialmente approvato.
PRESSING POLITICO. Per arrivare alla legge, nel Regno Unito c'è stata una forte pressione politica per mettere al bando gli ex amanti che, delusi, scelgono di mettere online le performance sessuali del partner.
L'ex segretario della Cultura Maria Miller è stata una delle sostenitrici del carcere per il revenge porn, e ha sfidato coloro secondo cui il reato era già punito dalle leggi contro l'oscenità e il ricatto.
CARCERE PER IL REATO. Invece, il governo del premier britannico David Cameron ha voluto imporre una svolta.
«Il fatto che ci siano persone che crudelmente pubblicano le immagini intime degli ex partner è incredibile», ha detto Grayling. «Siamo dalla parte delle vittime e faremo di tutto per punire chi trasgredisce. Ecco perché cambieremo la legge rendendo chiaro a chi agisce così che potrebbero dover affrontare il carcere».
TUTELARE LA PRIVACY. «Le persone hanno il diritto di avere un ragionevole livello di rispetto e privacy», ha aggiunto Nicky Morgan, ministro dell'Educazione e della parità. Quindi ha spiegato che è «giusto che coloro che mettono online queste immagini poi rendano conto delle loro azioni».
CENSURA SUI SOCIAL NETWORK. Da quanto si è appreso, la nuova legge punta a punire anche chi diffonde gli scatti attraverso i social network come Twitter e Facebook, oltre alle immagini diffuse via sms o via mail.
Le copie, come ha precisato il ministero della Giustizia, «saranno censurate e chi sarà considerato colpevole rischierà fino a due anni di carcere».
Per finire in galera, però, è necessario che foto e video mostrino persone impegnate in attività sessuali o raffigurati con i genitali esposti e che «ciò che è mostrato solitamente non può essere visto in pubblico».

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