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RISCHIO CONTAGIO 14 Ottobre Ott 2014 1500 14 ottobre 2014

Ebola, Gino Strada: «Se mi ammalo non torno»

Il fondatore di Emergency dalla Sierra Leone: «Servono medici e infermieri».

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Gino Strada, fondatore di Emergency.

L'epidemia di Ebola continua a mietere vittime, soprattutto in Africa, ma Gino Strada ha deciso di rimanere in Sierra Leone: «Se mi ammalo mi faccio curare qua», ha detto il fondatore di Emergency, impegnato nel Paese africano per supervisionare le attività dell'associazione umanitaria contro l'epidemia (tra cui l'apertura di un ospedale), nel corso di una lunga intervista al Corriere della Sera.
«HO AVUTO PAURA». Quando è arrivato in Africa, la «prima sensazione» che ha provato è stata la «paura», ha ammesso Strada. «Atterri a Freetown e vai in città con un barchino stracolmo, al collo un salvagente dove ci ha sudato chissà chi, sapendo che il sudore è un veicolo di trasmissione. Un brivido. Poi ti passa», ha spiegato. A preoccupare maggiormente il chirurgo è la scarsità di mezzi e risorse assistenzali che ha trovato in Sierra Leone. «C'è bisogno di infermieri e anche di medici», ha dichiarato, «e una quindicina di persone in Italia sono pronte a partire domattina».
«DECRETO PER FAR PARTIRE I MEDICI ITALIANI». Strada ha quindi puntato il dito contro le regole burocratiche italiane. «In Italia il governo può decidere di cambiare la Costituzione o di mandare armi ai curdi ma non di emanare un decreto, un foglietto, un sms in cui si dice che gli operatori che lavorano in strutture pubbliche o convenzionate possono andare in Africa per l'emergenza Ebola senza che questo debba interferire su contributi, assicurazioni, pensioni e tutto il resto?».
«ANCHE CON L'AIDS AVEVAMO PERSO TEMPO». «L'abbiamo fatto per lo tsunami e i terremoti. Ebola no perché è l'epidemia dei poveracci?», ha chiesto Strada. «Se c'è un'emergenza internazionale, come dice l'Oms, chi deve rispondere se non il personale internazionale? Non dimentichiamoci dell'esperienza Aids. Da un focolaio è diventata una pandemia perché per quattro anni i governi e i potenti vari hanno discusso su chi fosse lo scopritore del virus perché in ballo c'erano i diritti su un eventuale vaccino», ha avvertito Strada, che ha concluso: «Dobbiamo agire, ognuno faccia la sua parte».

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