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INCHIESTA 14 Ottobre Ott 2014 1020 14 ottobre 2014

Expo, Acerbo agli arresti domiciliari

L'ex responsabile del Padiglione Italia si era autosospeso dall'incarico.

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Antonio Acerbo, commissario delegato Expo, ha dato le dimissioni il 18 settembre 2014.

Antonio Acerbo, l'ex responsabile del Padiglione Italia di Expo, è finito agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta dei pm di Milano Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio.
Il provvedimento riguarda anche l'imprenditore Domenico Maltauro, il cugino di Enrico, e Andrea Castellotti, manager della società Tagliabue.
ACCUSA DI CORRUZIONE. Ad Acerbo era stata notificata un'informazione di garanzia con l'accusa di corruzione e turbativa d'asta, reati, secondo l'accusa, commessi a Milano tra il 2012 e il luglio del 2013 in relazione all'appalto per le Vie d'acqua. Sotto la lente degli inquirenti erano finiti alcuni contratti di consulenze sospette tra cui quello fatto ottenere al figlio (ora indagato per riciclaggio) da circa 30 mila euro.
La procura di Milano ipotizza infatti gare truccate in cambio di consulenze per il figlio di Acerbo. Al momento sono due i contratti finiti nel mirino dei pm.
CONFESSIONE AGLI ATTI. Agli atti dell'inchiesta ci sarebbe, da quanto si è saputo, anche la confessione dell'ad della società Tagliabue Spa, Giuseppe Asti. L'ad, indagato e interrogato, avrebbe parlato della promessa di una consulenza da assegnare al figlio di Acerbo.
ACCOLTA LA RICHIESTA DELLA PROCURA. Nei giorni scorsi Acerbo si era dimesso dalla carica di sub-commissario Expo e da quella di responsabile del Padiglione Italia.
Il gip Fabio Antezza ha posto, accogliendo la richiesta della procura, ai domiciliari anche il cugino dell'imprenditore Enrico Maltauro e Andrea Castellotti, impegnato nei lavori per il Padiglione Italia. Il giudice ha respinto invece una nuova richiesta di arresto per Enrico Maltauro, da poco rimesso in libertà.
VERSO COMMISSARIAMENTO VIE D'ACQUA. Il presidente dell'Anac (l'Autorità Anticorruzione) Raffaele Cantone, ha acquisito l'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Acerbo, e da un primo esame degli atti sarebbe molto probabile che si renda inevitabile il commissariamento dell'appalto Vie d'acqua.

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