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INTERVENTO 14 Ottobre Ott 2014 1422 14 ottobre 2014

Napolitano, alluvione Genova: «Fatti sbalorditivi e sconvolgenti»

Il capo dello Stato sulle responsabilità dell'inondazione: «No ad accuse generiche».

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Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha definito «sbalorditivi e sconvolgenti» i fatti accaduti a Genova, colpita dall'alluvione e dalle esondazioni. Ricevendo una rappresentanza degli Allievi degli Istituti di formazione del Corpo forestale dello Stato, ha sottolineato di «condividere l'accento messo sull'importanza che ha la tutela del patrimonio forestale, anche per prevenire rischi derivanti dal dissesto idrogeologico, di cui purtroppo il nostro Paese soffre endemicamente». Ma ha voluto anche indicare il pericolo che consiste nel muovere troppo facilmente accuse sommarie e poco circostanziate.
NO AD ACCUSE GENERICHE. Sulle responsabilità di quanto accaduto nel capoluogo ligure è così arrivato un chiaro ammonimento: «Non bastano motivazioni vaghe delle responsabilità o delle cause. Ho sentito un rischio anche di riferimenti generici, troppo generici, a proposito di quello che è accaduto di recente a Genova, a burocrazie lente o a interventi giudiziari impropri. Bisogna essere molto circostanziati», ha detto Napolitano.
«ATTREZZARSI CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO». In ogni caso, secondo il presidente, il discorso da fare è «più ampio», ed è necessario «far risalire l'impegno a un complessivo quadro di responsabilità per la tutela del nostro territorio, patrimonio forestale, patrimonio boschivo, patrimonio naturale in genere. Perché questo, oltretutto, è il modo anche di salvaguardare la vita dei cittadini, di salvaguardare la normalità della vita urbana in fasi che sono anche molto rischiose dal punto di vista del cambiamento climatico. Ma anche di fronte a tale cambiamento c'è la possibilità di attrezzarsi, nel senso di rafforzare decisamente quello che già doveva essere fatto».
ANCHE «INCURIA» ALLE SPALLE DEI DISASTRI. Secondo il capo dello Stato, i tanti episodi «che poi esplodono nelle città come Genova, nei piccoli centri come quelli delle Cinque Terre», e che sono «anche dovuti a inerzie locali, a lungaggini burocratiche nel realizzare progetti elaborati e perfino finanziat», hanno «alle spalle anche l'incuria nei confronti del patrimonio boschivo e forestale».

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