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PROCESSO 14 Ottobre Ott 2014 1715 14 ottobre 2014

Pistorius, teste difesa: «In carcere sarebbe vittima di abusi»

Lo afferma un'addetta di sorveglianza: «Possibile stupro da parte dei detenuti».

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L'atleta paraolimpico Oscar Pistorius al processo per l'omicidio della sua fidanzata.

Oscar Pistorius non dovrebbe andare in prigione perché le condizioni delle strutture carcerarie in Sudafrica sono tali da esporlo ad abusi, malattie e rischio di stupri da parte di altri detenuti.
Lo ha affermato, al tribunale di Pretoria, la funzionaria addetta alla sorveglianza Anette Vergeer, chiamata a deporre dalla difesa nel processo all'atleta sudafricano, già condannato per l'omicidio della compagna, avvenuto il 14 febbraio 2013.
«AVREBBE DIFFICOLTÀ». Come ha riportato il quotidiano britannico Daily Telegraph, Vergeer, ultimo testimone presentato dalla difesa, ha sottolineato come le prigioni sudafricane non siano attrezzate per detenuti disabili come nel caso di Pistorius, per il quale risulterebbe dunque «estremamente difficile» anche solo potersi muovere e camminare sulle sue protesi.
PM: «AIUTO AI DISABILI? NULLA DI ORIGINALE». Intanto, la pubblica accusa ha ribadito con forza la propria oppisizione a una pena più leggera, per l'atleta paralimpico. La difesa aveva infatti proposto gli arresti domiciliari per pochi anni con affidamento ai servizi sociali, descrivendolo come «un uomo distrutto, che ha perso tutto» e che per questo «ha già pagato abbastanza».
Il procuratore Gerrie Nel ha contestato la deposizione di Pete Van Zyl, manager dell'ex campione, che aveva sottolineato il buon cuore di Pistorius, e il suo impegno, anche finanziario, in favore dei bambini disabili. «Non c'è nulla di originale», ha sostenuto il magistrato, «è stata semplicemente una tappa della sua carriera».

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