Parco Verde Caivano 140721113243
CRONACA 15 Ottobre Ott 2014 0949 15 ottobre 2014

Caivano, bimba morta era vittima di abusi

La madre della piccola Fortuna Loffredo: «Giustizia o me la faccio da sola».

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Il quartiere popolare Parco Verde di Caivano (Napoli).

La piccola Fortuna Loffredo, di sei anni, morta il 24 giugno a Caivano (Napoli), apparentemente dopo essere caduta da un balcone, nei mesi precedenti era stata vittima di abusi sessuali. È emerso dall'autopsia, i cui esiti sono stati anticipati dal quotidiano Il Mattino.
INDIZI SULLE CAUSE. Dubbi e sospetti sulle reali cause della morte di Fortuna erano sorti da subito, per una serie di elementi anomali come il mancato ritrovamento, sul corpo della piccola, della scarpina destra. Altro elemento che alimentò l'attenzione degli investigatori fu il fatto che dallo stesso edificio, nel parco Verde di Caivano, era morto (apparentemente per una caduta accidentale) un bimbo di tre anni, Antonio Giglio, che Fortuna conosceva. Il 24 giugno, giorno della sua morte, la piccola era andata a giocare proprio a casa della sorellina del bimbo deceduto un anno prima. Gli inquirenti della procura di Napoli Nord e i carabinieri non hanno mai smesso di approfondire tutte le possibili piste.
LA MAMMA DELLA BIMBA: «VOGLIO GIUSTIZIA O ME LA FACCIO DA SOLA». «Voglio giustizia, e se non me la danno me la faccio da me», ha dichiarato Domenica Guardato, madre della bimba. «Preferisco andare in prigione», ha aggiunto in lacrime, «e mettere i miei due figli in collegio, ma saperli al sicuro, con il mostro in galera». «Sono sola e dopo la folla dei funerali con la partecipazione apparente del quartiere, sono rimasta sola con la mia famiglia», ha aggiunto la donna di 27 anni.
«Le notizie sulla violenza a Fortuna per me restano tali fino a quando non avrò le carte. Tanto sono sicura che le hanno fatto violenza. Uccidendo lei hanno ucciso anche me e gli altri miei due figli», ha proseguito Domenica Guardato tenendo tra le mani ha una foto della piccola e facendo notare la fortissima somiglianza della bambina con lei: «Vedete come è bella? L'hanno uccisa perché era troppo bella».
GLI INQUIRENTI INDAGANO SU UN GIRO DI PEDOFILIA. Gli inquirenti seguono anche la pista di un giro di pedofilia nel parco Verde di Caivano. La sensazione è che nel parco la circostanza sia nota a molti, che per omertà o per paura non ne parlano.
Gli incontri tra il pm Federico Bisceglia e i bambini avvengono nella scuola elementare, alla presenza di uno psicologo, di un assistente sociale e dei genitori dei bambini, alcuni dei quali all'inizio si erano opposti all'iniziativa.
Tra i primi a essere ascoltati c'è stata Doriana, l'amica del cuore di Fortuna, con la quale la bimba aveva giocato poco prima di morire. Doriana è anche la sorella del piccolo Antonio Giglio, morto a sua volta precipitando dal balcone un anno prima di Fortuna.
LA MAMMA: «HO SOSPETTI, NON PROVE». «È impossibile che nessuno abbia visto niente», si è sfogata la madre della bambina, «era mezzogiorno, Fortuna era rientrata con me da poco a casa. A quell'ora nel palazzo c'è tanto movimento. Sono convinta che qualcuno sa qualcosa, e deve trovare il coraggio di parlare. Io qualche sospetto ce l'ho, ma non ho prove. Toccherà a chi fa le indagini accertare».

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