Corte Giustizia Europea 130416151254
RICORSO 15 Ottobre Ott 2014 1254 15 ottobre 2014

Dal lavoro part-time a tempo pieno senza il consenso, ok della Corte Ue

Sentenza Mascellani: il datore può cambiare contratto anche se non consulta il lavoratore.

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La sede della Corte di giustizia europea, in Lussemburgo.

Un datore di lavoro può trasformare un part-time in un tempo pieno senza consultare il lavoratore e quindi anche contro il suo parere.
Lo ha stabilito la Corte di Giustizia Ue in una sentenza su una funzionaria del tribunale di Trento che ha fatto ricorso contro la fine del suo part-time, trasformato, senza consultarla, in un tempo pieno.
La Corte ha precisato che «in virtù della legge 183/2010 del 4 novembre 2010, tutte le amministrazioni pubbliche possono (entro 180 giorni dall'entrata in vigore della stessa), nel rispetto dei principi di correttezza e buona fede, sottoporre a nuova valutazione i provvedimenti di concessione della trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale già adottati».
FUNZIONARIA DEL MINISTERO. La sentenza riguarda il caso della signora Mascellani, funzionaria del ministero della Giustizia in servizio al tribunale di Trento a tempo parziale dal 28 agosto 2000.
Il ministero, con decisione dell'8 febbraio 2011, le ha imposto il tempo pieno dal primo aprile 2011.
Nella controversia che ne è derivata, il tribunale di Trento ha chiesto alla Corte di giustizia se la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo parziale a tempo pieno fosse contraria alle disposizioni dell'accordo quadro sul lavoro a tempo parziale.
«ELIMINARE LE DISCRIMINAZIONI». Nella sua sentenza la Corte ha ricordato anzitutto che «la direttiva 97/81 e l'accordo quadro sono diretti a promuovere il lavoro a tempo parziale - su basi accettabili sia per i datori di lavoro sia per i lavoratori - e a eliminare le discriminazioni tra i lavoratori a tempo parziale e quelli a tempo pieno».
L'accordo quadro «rimette agli Stati membri e alle parti sociali la definizione delle modalità di applicazione dei principi generali, prescrizioni minime e disposizioni, al fine di tener conto della situazione in ogni Stato membro».
Ed «esclude che l'opposizione di un lavoratore a una trasformazione del proprio contratto di lavoro da tempo parziale a tempo pieno possa costituire l'unico motivo del suo licenziamento, in assenza di altre ragioni obiettive».

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