Hong Kong Presidio 141005132021
TENSIONE 15 Ottobre Ott 2014 1856 15 ottobre 2014

Hong Kong, la polizia è sotto accusa dopo gli scontri

Nonostante le violenze degli agenti Occupy Central continua a manifestare per la democrazia.

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Il presidio degli studenti davanti ai palazzi del governo di Hong Kong.

I manifestati pro-democrazia non hanno intenzione di cedere alle pressioni del governo.
Nonostante le botte e gli arresti subiti, il movimento Occupy Central continua a mantenere i presidi nelle strade centrali di Hong Kong.
Dalla notte del 14 ottobre la polizia locale è però sotto accusa per le pesanti violenze compiute contro chi protestava.
Centinaia di agenti, armati di manganelli e seghe elettriche, hanno iniziato a demolire i blocchi di cemento, che i manifestanti usavano per rafforzare le loro barricate.
UN VIDEO DELLE VIOLENZE. In un video di denuncia, diffuso dalla rete televisiva cinese Tvb, sei o sette agenti sono stati ripresi mentre isolavano un contestatore: l'uomo è stato gettato a terra e poi picchiato con calci, pugni e colpi di manganello.
La vittima del pestaggio è stata identificata come Ken Tsang: appartiene al Partito Civico (uno dei partiti democratici del territorio) e lavora come assistente sociale oltre a partecipare al comitato di 1.200 persone, che elegge elegge attualmente il capo del governo locale, il chief executive.
L'uomo ha denunciato le violenze subite, mostrando a fotografi e cameraman un ferita al volto e numerosi lividi sulla schiena.
AGENTI SOSPESI DAL SERVIZIO. Dopo che il fatto è diventato noto all'opinione pubblica cinese, alcuni poliziotti sono stati sospesi dal servizio e sono state presentate interrogazioni parlamentari.
Inevitabilmente si è prodotta un'ulteriore frattura tra il governo e i manifestanti: Occupy Central ora chiede che le prossime elezioni del chief executive, previste nel 2017, siano completamente libere.
CONTESTATO IL CAPO DEL GOVERNO LOCALE. La battaglia si concentra proprio sul sempre più discusso capo del governo locale, Leung Chun-ying: i contestatori vogliono le sue dimissioni accusandolo di non rappresentare i 7,2 milioni di abitanti dell' ex-colonia britannica e di essere un «burattino» della Cina.
Secondo un sondaggio pubblicato dal South China Morning Post è risultato che alcuni degli esponenti del governo, tra cui Carrie Lam e il responsabile delle finanze John Tsang, sono più popolari del chief executive in carica, che è anche coinvolto in uno scandalo finanziario.
LEUNG COINVOLTO IN UNO SCANDALO FINANZIARIO. È stato infatti rivelato che Leung avrebbe ricevuto una cospicua mazzetta di cinque milioni di euro per favorire un'impresa australiana nell'acquisto di una società di Hong Kong, della quale era un dirigente.
Ad aggravare la sua posizione c'è il fatto che chief executive non ha comunicato alla burocrazia e al pubblico l'esistenza dell'accordo con gli australiani al momento di assumere il suo incarico di governo.
Con un editoriale del Quotidiano del Popolo, Pechino gli ha rinnovato ancora una volta la sua fiducia, ma la sua posizione appare sempre più in bilico.
Nelle ultime ore Leung ha cancellato la prevista sessione di domande e risposte del Consiglio Legislativo (Legco, il Parlamento): ha giustificato la propria scelta sostenendo che le strade d'accesso al Legco sono occupate dai manifestanti.
Inoltre Regina Ip, Tam Yiu e Chan Kam, tre deputati alleati del capo di governo locale, sono stati fischiati e insultati dai manifestanti mentre raggiungevano a piedi la sede del Parlamento.
MEDIATORI DEL GOVERNO CERCANO IL DIALOGO. In un comunicato, le autorità cinesi hanno sostenuto che autorevoli mediatori stanno lavorando per riprendere il dialogo con gli studenti: se la trattativa andrà a buon fine, sarà annunciata «entro pochi giorni» una data in cui svolgere i colloqui ufficiali.
Nonostante tutto quello che è accaduto, ancora una volta migliaia di persone si sono riunite nei tre presidi dei manifestanti mentre decine di assistenti sociali hanno protestato in segno di solidarietà con Ken Tsang davanti al quartier generale della polizia nell'area di Wanchai.

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