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TERRORISMO 15 Ottobre Ott 2014 1400 15 ottobre 2014

Isis, l'ostaggio tedesco nelle Filippine: «Pronta la mia fossa»

Drammatico appello: «Me l'hanno fatta vedere». L'ultimatum scade il 17 ottobre.

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Due ostaggi tedeschi, rapiti nelle Filippine, hanno rivolto un appello al governo di Berlino per chiedere la loro liberazione. Si tratta di un uomo 74 anni e di una donna di 55 anni. Il gruppo di Abu Sayyaf, ribelli del sud delle Filippine, hanno minacciato di decapitare i due cittadini tedeschi se non otterranno 4 milioni entro il 10 ottobre. Oltre al ricatto di natura economica, i terroristi chiedono che la Germania smetta di dare sostegno alla missione Nato conto Isis in Iraq e Siria. Il governo tedesco ha una unità di crisi al lavoro sul caso, ma ha già replicato alle minacce che la strategia contro Isis non cambierà.

Nuovo drammatico appello di uno dei due tedeschi rapiti nelle Filippine dal gruppo terroristico islamico Abu Sayyaf.
L'ostaggio ha raccontato che i terroristi hanno già preparato la fossa e gliel'hanno mostrata, in vista della scadenza dell'ultimatum il 17 ottobre.
«Dicono che questa sia la mia fossa», ha affermato secondo quanto scrive la Dpa.
Si tratta di una fossa di 3 metri di profondità, secondo quanto ha raccontato l'ostaggio, un medico di 73 anni, rapito insieme a sua moglie di 55.
L'uomo ha parlato con una radio locale di Zamboanga.
NEL PAESE PER LA VELA. I due cittadini tedeschi, che si trovavano nel Paese per la passione della vela, sono finiti nelle mani del gruppo di ribelli del Sud delle Filippine ad aprile.
Abu Sayyaf minaccia di decapitare il 73enne se non saranno versati 4 milioni di euro entro il 17 ottobre.
DA BERLINO LINEA DURA. I terroristi avevano anche chiesto a Berlino di rivedere la sua politica contro Isis in Iraq e Siria, ricevendo un netto rifiuto dal governo tedesco.
Un portavoce dell'organizzazione terroristica, parlando alla radio, ha affermato che i terroristi sarebbero adesso disposti a trattare con uno specifico interlocutore del ministero degli Esteri.
Un altro aveva invece rigettato questa opzione.
TERRIBILE VITA NELLA GIUNGLA. In un appello era stata la donna rapita a descrivere le terribili condizioni di vita nella giungla, cui la coppia è costretta dai suoi aguzzini.

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