Michi Gioia 141015162012
LA DENUNCIA 15 Ottobre Ott 2014 1624 15 ottobre 2014

La mia vita distrutta da un articolo

Michi Gioia a L43: «Scrissero che lavoravo per la mafia. Ma la mia posizione fu subito archiviata».

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Michi Gioia.

Le mani dei clan in Borsa: nei guai il guru dei broker e la regina dei dei salotti. Titolo in grassetto di un articolo del 10 febbrabio 2010, pubblicato nella seconda pagina del Giornale.
L'articolo era esaustivo, parlava della mia vita privata, tirando in ballo chi era mio padre, morto nel 1978, e un mio affettuoso compagno, storia finita alla fine degli Anni 80..
Dire che il mondo mi crollò addosso è poca cosa. La chiusura delle indagini riguardava 18 persone, che diritto aveva il giornalista il estrapolare solo noi due?
Nel pomeriggio la notizia era già in Rete.
Se uno cliccava il mio nome, nella prima riga Milanomafia.com,, leggeva: «Dall'Isola dei Famosi al clan Rizzuto: Micaela Gioia, signora della Milano bene, accusata di essere un colletto bianco per i clan canadesi di Cosa Nostra».
MI SONO TROVATA SOLA E DISPERATA. Arrivai a casa in preda alla disperazione e mi buttai sul letto. Il telefono per giorni e giorni rimase muto.
Di colpo mi passò davanti tutta il mia vita. Ho cominciato a lavorare a 20 anni e mi sono sempre mantenuta specializzandomi nelle pubbliche relazioni, dopo questa bella notizia che si sarebbe ancora affidato a me?
Chi mi avrebbe ancora chiamata in tivù a fare l'opinionista o a scrivere un articolo di costume per qualche giornale?
In seguito, ogni volta che sono stata interpellata per un lavoro, la mia mente tornava a quella notizia, che ancora troneggia in internet.
Nel frattempo sono passati quattro anni. L'ultimo incarico sono state le Pubbliche relazioni per un noto teatro.
Quando accennai la mia disavventura all'amministratore delegato, lui candidamente mi rispose: «Se l'avessi saputo non ti avrei preso!».
Quante occasioni pensate che io abbia preso ?
TITOLI AD EFFETTO CHE DISTRUGGONO VITE. Per concludere, sono vicina a tutte quelle persone che sono state accusate ingiustamente, per la facilità di certi giornalisti di fare dei titoli ad effetto, molti dei quali sono in seguito stati assolti. Ma quando era troppo tardi.
Per quanto riguarda il mio caso, dei due imputati, uno è morto prima della fine del processo, l'altro è stato assolto con formula piena.
Gli altri casi, compreso il mio, tutti archiviati. Il fatto non sussisteva! Vorrei che di me si dicesse una cosa sola. È una persona per bene.
Me l'ha inculcato mio padre ed è il codice morale di tutta la mia vita!

Michi Gioia

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