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METEO 15 Ottobre Ott 2014 1137 15 ottobre 2014

Maltempo: morti, disagi e allagamenti al Centro-Nord

A Trieste estratto un corpo dalle macerie di un'abitazione. Sfollati in Maremma.

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La frana che ha investito la donna nel Triestino.

Dopo la tragedia in Maremma, un'altra vittima in Friuli.
Il maltempo è tornato a uccidere.
Nella serata del 14 ottobre le due sorelle Marisa e Graziella Carletti erano state travolte dalla piena di un fosso a Manciano (Grosseto) mentre transitavano in auto.
Il 15 ottobre trovato un altro corpo, questa volta in provincia di Trieste.
Nel Comune di Muggia il cadavere di una donna è stato estratto dai vigili del fuoco dalle macerie di un'abitazione colpita da una frana dopo le piogge che stanno interessando la zona da alcune ore. L'abitazione si trovava in località Lazzaretto.
FANGO E RAMI SPEZZATI. A Trieste ancora chiuse numerose strade, coi vigili del fuoco, giunti anche da Udine e Gorizia, al lavoro.
A Muggia sono stati sospesi i funerali a causa dell'allagamento dell'obitorio e sono affondate due barche nel porto turistico.
Nel capoluogo l'acqua ha allagato numerosi negozi del centro. Fango e rami spezzati hanno invaso strade anche nell'area del Carso, in corso sopralluoghi per garantire la viabilità.
CADUTI 115 MM IN DUE ORE. Secondo il sindaco di Trieste, Roberto Cosolini, nella notte tra il 14 e il 15 ottobre in due ore sono caduti 115 millimetri di pioggia, alla sala operativa del Comune sono giunte oltre 500 chiamate e 99 richieste intervento. «Risale a 20 anni fa una situazione così eccezionale».

In Maremma casolari isolati e fattorie sott'acqua

L'automobile delle due sorelle decedute vicino a Manciano (Grosseto).

In Maremma dopo una notte di ricerche non risultano altre vittime.
Rimangono evacuate le famiglie sfollate. Numerosi i casolari isolati e le fattorie ancora sott'acqua. Alcune strade sono state riaperte.
FIUMI NEGLI ARGINI. Nella notte tornati sotto i livelli di guardia i fiumi principali: l'Albegna ha esaurito l'onda di piena intorno alle 3, con regolare deflusso a mare, rimasta sempre entro gli argini.
In crisi, invece, il reticolo minore di fossi e torrenti, che hanno esondato con danni agli argini, ponti crollati, opere distrutte.
Tra i corsi d'acqua andati fuori dall'alveo anche il fosso della Sgrilla, che è uscito travolgendo il veicolo con le sorelle Carletti.
DECINE DI PERSONE MESSE IN SALVO. Decine le persone salvate dai vigili del fuoco: dopo l'esondazione del torrente Elsa sono state portate in salvo 24 persone, di cui 17 con l'anfibio, sei con l'elicottero Drago 63 proveniente dal nucleo di Ciampino e uno con l'hovercraft, hanno spiegato i vigili del fuoco.

Parma tenta il ritorno alla normalità, ma restano i disagi

I vigili del fuoco lavorano per riportare Parma alla normalità.

Intanto Parma inondata dal Baganza cerca faticosamente di tornare verso la normalità. Sono stati riaperti al traffico i tratti di strada chiusi per l'alluvione lunedì, di via Spezia, Volturno e viale Milazzo.
Proseguono, grazie anche ai volontari, le operazioni di pulizia delle zone colpite dall'esondazione, in particolare lungo via Navetta e via Manzoni.
STUDENTI AL LAVORO. Sono in azione molte squadre formate dagli studenti delle scuole superiori rimaste chiuse, ma anche universitari che tramite il tam tam su Facebook hanno deciso di non seguire le lezioni per recarsi sul luogo del disastro.
Ancora problemi per l'energia elettrica nella zona del Quartiere Montanara.
Nella notte invece la rete telefonica della Tim mobile è stata riattivata e funziona con regolarità.
PROBLEMI SULLA RETE FISSA. I disagi per la rete fissa sono invece limitati alle zone più colpite dall'esondazione del torrente; in queste aree i tecnici Telecom devono anche operare sulle centraline completamente invase dal fango.
Infine sono iniziate le operazioni rimozione delle auto e dei detriti di maggior volume. Una larga parte del quartiere Montanara e della zona di piazzale Fiume resta interdetta al traffico dei cittadini per la presenza di lavori detriti.
FOGNE A RICHIO COLLASSO. Il sistema fognario della città rischia il collasso. L'emergenza è scattata durante il summit che si è tenuto nella sede provinciale della Protezione civile.
L'enorme massa di fango e acqua che volontari e tecnici hanno spalato nei tombini delle zone colpite rischia di ostruire la rete tradizionale. Per questo si sta pensando a un collettore provvisorio per aiutare il defluire del fango e delle acque rimaste nelle case e negli scantinati.

In Piemonte 50 mila senza acqua potabile

Dopo i nubifragi è emergenza idrica nell'Alessandrino. In otto Comuni, dove vivono complessivamente 50 mila persone, l'acqua potabile viene distribuita con cisterne o sacchetti.
Sono Novi, Pozzolo, Borghetto Borbera, Garbagna, Mornese, Avolasca, Gavi e Stazzano.
STRADE ANCORA CHIUSE. Tra Tortonese, Novese e Ovadese sono 64 i Comuni che hanno segnalato danni, molte le strade provinciali ancora chiuse o percorribili a senso unico per frane e smottamenti.
I tecnici della Provincia e i geologi stanno eseguendo sopralluoghi nei punti critici delle diverse zone e nelle abitazioni che presentano rischi.
IN AZIONE L'ESERCITO. È arrivato anche l'esercito: una sessantina i militari impegnati da questa mattina ad Arquata e a Cassano Spinola; nel comune di Lerma stanno intervenendo con la costruzione di un ponte bailey. Novi il 16 riaprono le scuole, a eccezione di una materna e una elementare chiuse fino a lunedì.

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