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SCOPERTA 15 Ottobre Ott 2014 1129 15 ottobre 2014

Messico, i corpi nelle fosse comuni non sono degli studenti

Il test Dna ha rivelato che non si tratta dei iragazzi scomparsi.

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Ayotzinapa (Messico): manifestazione in ricordo delle vittime (6 ottobre 2014).

I 28 corpi ritrovati in una serie di fosse comuni a Iguala, nello stato di Guerrero, a Sud del Messico, non appartengono al gruppo di 43 studenti spariti il 26 settembre, dopo aver preso parte ad alcune manifestazioni contro la violenza.
RIPARTITE LE RICERCHE. A rendere pubblica la scoperta è stato il ministro della Giustizia, Jesus Murillo Karam, informando la stampa sul risultato dell'esame genetico del Dna dei campioni prelevati nelle tombe clandestine. Il test ha dunque smentito clamorosamente ciò che le autorità e i media davano per quasi certo e ha fatto ripartire subito le ricerche dei ragazzi scomparsi.
COMPLICITÀ TRA SINDACO E NARCOS. La strage di Iguala, dove un gruppo di uomini armati ha attaccato un gruppo di studenti che partecipavano a una manifestazione, ha rivelato il grado di complicità fra organizzazioni di narcotrafficanti e autorità locali. Il sindaco della cittadina, José Luis Abarca, ancora latitante, avrebbe collaborato attivamente con la banda dei Guerreros unidos, insieme al capo della polizia locale. Gli studenti sarebbero stati consegnati ai malviventi, per poi svanire nel nulla.
NIETO: «LI TROVEREMO». La vicenda di Iguala ha scatenato numerose e violente proteste, guidate dai parenti dei 'desaparecidos' e da diversi studenti e insegnanti. Gli scontri si sono concentrati davanti al parlamento e la casa del governo di Chilpacinco, la capitale di Guerrero, ma hanno colpito anche Città del Messico, dove il presidente Enrique Pena Nieto ha assicurato «l'impegno e la responsabilità» del suo governo per «chiarire i fatti, ritrovare i giovani studenti ed individuare i responsabili materiali ed intellettuali».

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