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EMERGENZA 16 Ottobre Ott 2014 1807 16 ottobre 2014

Brasile, allarme siccità a San Paolo

Non piove più. E l'acqua scarseggia. «Non possiamo nemmeno lavarci».

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San Paolo, Brasile.

Allarme acqua in San Paolo, in Brasile. La siccità sta mettendo in ginocchio buona parte degli abitanti della città più grande e popolosa del Paese.
«Siamo al limite della sopportazione: non possiamo nemmeno lavarci, è un assurdo», si è sfogata Maria Conceiçao Faustino, residente della Zona Sul della metropoli, intervistata dalla stampa.
SENZA ACQUA A NOVEMBRE. E la situazione è destinata ad aggravarsi ulteriormente: se non dovesse piovere nei prossimi giorni, ha avvisato l'azienda comunale dell'acqua, Sabesp, le riserve nel bacino di Cantareira (che rifornisce circa 6,5 milioni di persone della megalopoli) finirebbero del tutto entro metà novembre.
«Abbiamo risorse sufficienti ancora per poche settimane», ha ammesso il 15 ottobre la presidente di Sabesp, Dilma Pena, davanti a una commissione d'inchiesta aperta presso la Camera municipale. La siccità e le temperature al di sopra della media stagionale aggravano il panorama di giorno in giorno.
CACCIA AL CAMION CISTERNA. In vari quartieri si è ormai moltiplicata la caccia ai camion cisterna. Alcune imprese specializzate in questo tipo di trasporto hanno visto aumentare del 300% le richieste di intervento.
«Manca acqua dappertutto e credo che peggiorerà ancora», ha affermato a Folha de S.Paulo Rita Passos, titolare dell'azienda Sr transporte de agua. Residenti di varie zone stanno comprando addirittura acqua minerale per fare il bagno.
C'È CHI SI LAVA CON L'ACQUA MINERALE. «Spendo tra 50 e 60 reais (circa 20 euro) a settimana solo di bottiglie», ha spiegato Vileide Bueno. «Siamo costretti a usarle per l'igiene personale, per lavare i piatti, per tutto», ha aggiunto la casalinga.
Secondo un rapporto del quotidiano Estadão, manca acqua in uno ogni quattro distretti di San Paolo (in tutto sono 96). Un problema che riguarda case, fabbriche, negozi, ristoranti. La stazione Bras della metropolitana ha dovuto chiudere i bagni pubblici. Tra le aree con il maggior numero di reclami, quelle di Barra Funda, Brasilandia, Consolacao, Morumbi e Itaquera.
CRISI ESTESA A 70 CITTÀ DELLO STATO. La crisi intanto si è estesa anche ad altre regioni dello Stato di San Paolo, colpendo almeno 70 città, dove vivono 13,8 milioni di abitanti. Di queste, 38 hanno dovuto ricorrere al razionamento, tre hanno dichiarato lo stato di emergenza e una quello di calamità pubblica. «Dobbiamo tutti abituarci a risparmiare acqua, non ci sono alternative», ha concluso, sconsolata, Maria Conceiçao.

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