Ebola a Dallas, Texas
VIRUS 16 Ottobre Ott 2014 2350 16 ottobre 2014

Ebola, bufera su sanità Usa: altri casi sospetti

L'autorità sanitaria Cdc nel mirino dei media. Dall'Ohio a Yale: nuovi allarmi.

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A Dallas si controlla la casa di Thomas Duncan, contagiato dall'Ebola.

È bufera sulla sanità Usa dove la gestione dell'epidemia di ebola da parte delle autorità federali è stata definita «un disastro» dai media statunitensi. Tanto da spingere Barack Obama, a dir poco furioso, a cancellare una serie di appuntamenti elettorali per seguire l'emergenza. «Cose come queste non devono ripetersi più», ha tuonato il presidente americano, invitando tutte le autorità federali coinvolte nell'emergenza ad agire con urgenza e in maniera più aggressiva.
CDC NEL MIURINO PER IL CASO VINSON. L'ultima imbarazzante situazione riguarda Amber Vinson, la seconda infermiera che ha contratto il virus al Texas health presbyterian hospital di Dallas. Non si sentiva bene, e aveva chiamato i funzionari del Cdc, la massima autorità sanitaria statunitense, prima di imbarcarsi su un aereo diretto da Cleveland a Dallas. Tuttavia le è stato risposto che la sua temperatura corporea non era troppo elevata (37,5 gradi, al di sotto dei 38 gradi considerati 'febbre') e quindi poteva salire a bordo. «Il paziente non mostrava altri sintomi», ha commentato il portavoce del Cdc. Un atteggiamento che tuttavia ha scatenato una nuova ondata di polemiche, che rischia di fare saltare i vertici dell'autorità.
DIFESA DEBOLE DELL'AUTORITÀ AL CONGRESSO. Il capo del Cdc, Tomhas Frieden - sempre più nel mirino - si è difeso al Congresso dicendo che contrastare la diffusione del virus è molto difficile e che la Vinson, che era stato a contatto con Thomas Duncan, il paziente 'zero' morto giorni fa, «non avrebbe dovuto viaggiare su un aereo commerciale», usando il buon senso. Ma la difesa è apparsa debole. Sean Kaufman, che ha curò i primi due pazienti americani Kent Brantly e Nancy Writebol giunti malati dalla Liberia e poi guariti, ha definito le linee guida e i protocolli utilizzati dal Cdc fin dall'inizio «assolutamente irresponsabili e completamente sbagliati». Senza contare la vicenda di Duncan che recatosi al pronto soccorso con la febbre fu rimandato a casa pur avendo detto di provenire dalla Liberia.
I REPUBBLICANI CHIEDONO UN SUPERCOMMISARIO PER L'EBOLA. Nel frattempo, visti i flop di Frieden, i repubblicani hanno chiesto a gran voce un 'supercommissario' per l'emergenza Ebola. E molti chiedono anche di bandire i voli dall'Africa. Ma la Casa Bianca ha frenato: «Vietarli significherebbe incoraggiare i contagiati a muoversi in clandestinità e sarebbe più difficile rintracciarli», ha detto il portavoce Josh Earnest. Fatto sta che le falle mostrate dal sistema sanitario americano rappresentano una nuova tegola sull'amministrazione Obama. E mentre il presidente rivendica la leadership globale degli Usa sul fronte della lotta ad Ebola, si trova alle prese con una serie di incredibili fiaschi in casa propria. Senza contare la psicosi crescente tra i cittadini americani.
DA YALE ALL'OHIO: SI MOLTIPLICANO I CASI SOSPETTI. Si moltiplicano infatti i casi di allarme: un ricercatore dell'università di Yale (pare appena rientrato in Usa dalla Liberia) è stato ricoverato nella serata del 15 ottobre con sintomi simili a quelli della malattia. In Ohio, invece, due scuole sono state chiuse per il timore del contagio, visto che un membro del personale sarebbe stato sullo stesso aereo della seconda infermiera di Dallas infetta.

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