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MAGISTRATURA 16 Ottobre Ott 2014 1131 16 ottobre 2014

Milano, Robledo: «Bruti mi nascose notizie sulle indagini»

Il procuratore aggiunto: «Le segnalazioni di Bankitalia e Gdf passate solo a Greco».

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Alfredo Robledo ed Edmondo Bruti Liberati. Sullo sfondo un corridoio del tribunale di Milano.

Il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, avrebbe escluso il procuratore aggiunto Alfredo Robledo dalle «segnalazioni di operazioni sospette» che Bankitalia e la Guardia di finanza, in base alla legge, trasmettono alle procure.
MEMORIA AL CSM. È quanto lamenta lo stesso Robledo, a cui il capo della procura milanese ha revocato nei giorni scorsi la delega anti-corruzione, in una memoria trasmessa al Consiglio superiore della magistratura (Csm) per rispondere alle critiche sul suo operato formulate da Bruti nel provvedimento di 'siluramento'.
«DIFETTO DI COORDINAMENTO». Robledo, come anticipato il 16 ottobre dal Corriere della sera, nella memoria denuncia un «grave difetto di coordinamento» proprio in relazione alle segnalazioni (Sos) di Bankitalia e della Finanza e di conseguenza una «minore efficienza nelle indagini», perché le informazioni sono state trasmesse da Bruti «esclusivamente al primo dipartimento della procura», quello sui reati economici guidato dall'aggiunto Francesco Greco e non al pool anti-corruzione, che era coordinato da Robledo prima del suo trasferimento all'Ufficio esecuzione penale.
RESPINTE LE ACCUSE DI BRUTI. In relazione alla denuncia di Bruti Liberati sui 170 milioni di euro sequestrati da Robledo nell'ambito del caso derivati nel 2009 e poi depositati sui conti di due banche brianzole, l'aggiunto ha spiegato quanto già aveva chiarito in alcune dichiarazioni.
L'obbligo di segnalare il deposito al Fondo unico della giustizia, secondo Robeldo, spettava alle banche e non al pm.

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