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VATICANO 16 Ottobre Ott 2014 2001 16 ottobre 2014

Sinodo famiglia, frenata dei Circoli sulle unioni gay

Nei rapporti dei gruppi di lavoro critiche alle aperture del papa. Relazione il 18/10.

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Papa Francesco durante il sinodo.

Il Sinodo sulla famiglia è avviato verso la sua conclusione. Per sabato 18 ottobre, in Vaticano, è attesa la relazione finale dei padri. Ma sui temi che hanno fatto discutere di più, quello dei divorziati e quello delle unioni omosessuali, è già arrivata la frenata dei Circuli minores, dieci gruppi di lavoro divisi su base linguistica che hanno presentato le loro rispettive relazioni e hanno depositato le proposte di emendamento al testo della Relatio post disceptationem.
PIÙ SPAZIO ALLE FAMIGLIE 'NORMALI'. I porporati hanno chiesto di dedicare più spazio alle famiglie cristiane per così dire 'senza problemi', 'normali', vale a dire quelle eterosessuali e composte da persone che non hanno mai divorziato. Per ribadire il messaggio evangelico sulla famiglia, confermando allo stesso tempo la misericordia di Dio e della Chiesa nei confronti delle situazioni 'irregolari'. Il dibattito tra chi è favorevole a concedere la comunione ai divorziati risposati, proposta sostenuta dal cardinale Kasper, e chi vuole mantenere l'attuale disciplina che non ammette questa possibilità è ancora aperto. Ma tutte le relazioni hanno riferimenti a posizioni critiche verso l'impostazione più aperturista.
PRUDENZA SULLE COPPIE GAY. Molti circoli hanno poi chiesto prudenza sulle coppie omosessuali. Il secondo gruppo francese, per esempio, ha sottolineato che non bisogna dicriminare le persone omosessuali, «ma ciò non significa che la chiesa deve legittimare le pratiche omosessuali o ancor meno riconoscere, come fanno certi Stati, un cosiddetto matrimonio omosessuale», mentre il primo gruppo spagnolo ha affermato che non bisogna parlare di omosessualità ma solo di «persone con tendenze omosessuali».
L'ARCIVESCOVO DI VIENNA: «NON GIUDICARE». L'arcivescovo di Vienna, Christoph Schoenborn, ha commentato così: «Papa Francesco ha voluto che la riflessione sulla famiglia fosse un cammino che arriverà al sinodo ordinario del 2015, e ci ha detto: non giudicate ma accompagnate le famiglie». Confermate quindi le aperture dell'assemblea: «Riguardo all'omosessualità c'è un principio chiaro: dobbiamo guardare alle persone prima che al loro orientamento sessuale. L'accoglienza rappresenta un comportamento umano e cristiano di base». Nella sua traduzione inglese, però, la Relatio post disceptationem ha subito una significativa modifica proprio nel paragrafo dedicato ai gay. Al verbo «welcoming» è stato sostituito il più cauto «provide to». Anche se «welcoming» sarebbe stato l'equivalente più corretto del termine originale italiano.

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