DISORDINI 17 Ottobre Ott 2014 1135 17 ottobre 2014

Corteo Fiom Torino, scontri tra studenti e polizia

Corteo anti Jobs act: cariche della polizia, 3 agenti feriti. Landini: governo violento?

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Tensione alle stelle a Torino, dove il corteo degli studenti contro la riforma del lavoro del governo Renzi è diventato occasione di tafferugli con la polizia.
I manifestanti, raggrupatisi in piazza Castello, hanno rimosso una parte delle transenne che sbarrano la strada verso il Teatro Regio, che ospitava il vertice europeo sul lavoro. Poi hanno scagliato pomodori contro le forze dell'ordine che hanno risposto con alcuni lacrimogeni.
Una reazione violenta che il leader della Fiom Maurizio Landini ha insinuato essere stata voluta dal governo.

Dopo un temporaneo allontanamento, i manifestanti, poco più di un centinaio, si sono riavvicinati al cordone di polizia. Gli agenti hanno risposto con un nuovo lancio di lacrimogeni e si sono avvicinati ai dimostranti respingendoli, ma senza che ci sia stato contatto tra le parti.
Tre agenti sono rimasti feriti per lo scoppio di bombe carta, un dirigente è caduto a terra investito dall'esplosione di un petardo per poi rialzarsi quasi subito.
TRE STUDENTI FERMATI. Tre partecipanti al corteo sono stati fermati dalle forze dell'ordine. Il primo fermo è avvenuto in via Roma, gli altri due in piazza Castello. Questi hanno opposto una forte resistenza e sono stati bloccati e portati via dopo una colluttazione. Per evitare che i loro compagni arrivassero in soccorso, la polizia ha lanciato altri lacrimogeni.
Il grosso dei partecipanti al corteo degli studenti, si è poi allontanato. In piazza stazionavano alcune decine di antagonisti, mentre sull'altro lato proseguiva il comizio della Fiom.
IL RITORNO AL POMERIGGIO. Gli antagonisti si sono radunati per la ripresa delle proteste anche dopo le 17. Le forze dell'ordine si sono disposte in cordone per impedire il passaggio verso il Teatro Regio, che ospita il summit.

LA FIOM: «NON PERMETTEREMO A NESSUNO DI ROVINARE IL CORTEO». «Dico a chi in fondo alla piazza scioccamente va contro le forze dell'ordine che noi dobbiamo unire e non dividere il Paese». Lo ha detto Maurizio Landini prendendo la parola sul palco di piazza castello, a Torino, per chiudere la manifestazione della Fiom.
«Qualcuno ha scelto di tentare di rovinare questa giornata in modo sciocco», ha commentato il segretario Maurizio Landini dal palco. «Non è permesso a nessuno. Lo dico per rispetto delle migliaia di lavoratori che sono in questa piazza. Ai livelli del tavolo di questa natura non scenderemo mai, continueremo a combattere in un'altra direzione».
BELLONO LANCIA UN APPELLO ALLA PIAZZA. Gli ha fatto eco Federico Bellono, segretario generale della Fiom torinese: «Non permetteremo a nessuno di rovinare la nostra manifestazione. Rivolgo un appello a tutta la piazza».
Da Bellono anche un'accusa ai poliziotti: «Abbiamo avuto una netta percezione che ci sia stato un eccesso di reazione da parte delle forze dell'ordine, in particolare quando sono stati lanciati lacrimogeni in direzione del palco. Ho chiesto al questore un incontro, già oggi, per farglielo presente».

IN MIGLIAIA PARTITI DA PORTA SUSA. Il corteo dei metalmeccanici è partito dalla stazione di Porta Susa per arrivare proprio in piazza Castello il corte della Fiom, al quale partecipa il segretario generale Maurizio Landini. Migliaia di persone e circa 20 pullman sono arrivati da tutto il Piemonte. Ad aprire la marcia i lavoratori della De Tomaso e, subito dopo, quelli della Fiat.

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