CONTROMISURE 17 Ottobre Ott 2014 0655 17 ottobre 2014

Ebola, il piano dell'Europa contro l'epidemia

Controlli negli scali dei Paesi africani. E database dei passeggeri più a rischio.

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Più controlli negli aeroporti. E database dei passeggeri in volo sulle tratte più pericolose. È questo il piano contro l'ebola messo a punto dall'Europa prima che il virus entri in uno dei Paesi membri. Anche se sono sempre di più i casi sospetti sparsi per il Vecchio Continente che seminano il panico: l'ultimo è quello di un turista francese ricoverato a Palermo dopo che a settembre era stato in Togo (lo Stato non è tra quelli a rischio e quindi il paziente si trova in isolamento solo per «iper-precauzione» e l'assessorato alla Sanità della Sicilia ha smentito che si tratti di ebola).
CONTROLLI DELL'UE. A Bruxelles, intanto, i ministri della Salute hanno annunciato una serie di misure per aumentare i controlli.
Per prima cosa devono essere rafforzate le verifiche negli aeroporti dei tre Paesi africani più colpiti (Liberia, Guinea e Sierra Leone): sarà inviato dall'Ue personale qualificato per i controlli.
Inoltre, sarà creato un database con i dati di coloro che arrivano dagli Stati contagiati e a cui tutti i Paesi europei potranno avere accesso per conoscere l'identità di chi è a rischio.
INFORMAZIONI A CHI ARRIVA. Infine, fondamentale è ritenuta la consegna del materiale informativo su chi viaggia in aereo, affinché sappia a chi rivolgersi se, una volta arrivato in Europa, dovesse sviluppare i sintomi dell'ebola.
Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha spiegato che «ci saranno più fondi e attrezzature per i medici che lavorano alle frontiere aeroportuali, ma pure per quelli che accolgono i barconi dei migranti». Anche se poi lo stesso rappresentante del governo di Matteo Renzi ha smentito che nel Vecchio Continente ci sia «un rischio di epidemia» e ha preferito parlare di «casi isolati».
SOLDI CONTRO L'EBOLA. Anche l'Organizzazione mondiale della sanità ha escluso che l'epidemia possa esplodere in Occidente. Ma negli Usa il presidente Barack Obama è sempre più concentrato ad arginare il virus. Mentre il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha parlato di un problema mondiale che «richiede una risposta globale» e ha inviato la comunità internazionale a stanziare 1 miliardo di dollari contro l'ebola.

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