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TERRORISMO 17 Ottobre Ott 2014 1527 17 ottobre 2014

Isis, Filippine: liberati gli ostaggi tedeschi rapiti

Lo ha riferito una radio. Erano nelle mani dei guerriglieri islamici di Abu Sayyaf.

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Due ostaggi tedeschi, rapiti nelle Filippine, hanno rivolto un appello al governo di Berlino per chiedere la loro liberazione. Si tratta di un uomo 74 anni e di una donna di 55 anni. Il gruppo di Abu Sayyaf, ribelli del sud delle Filippine, hanno minacciato di decapitare i due cittadini tedeschi se non otterranno 4 milioni entro il 10 ottobre. Oltre al ricatto di natura economica, i terroristi chiedono che la Germania smetta di dare sostegno alla missione Nato conto Isis in Iraq e Siria. Il governo tedesco ha una unità di crisi al lavoro sul caso, ma ha già replicato alle minacce che la strategia contro Isis non cambierà.

Sono stati liberati gli ostaggi tedeschi rapiti dai guerriglieri islamici di Abu Sayyaf nelle Filippine.
Lo ha scritto la Dpa citando una radio locale.
L'ultimatum dei terroristi scadeva proprio il 17 ottobre: avevano chiesto 4 milioni di euro.
ERA GIÀ PRONTA LA FOSSA. L'uomo rapito, 74 anni, aveva appena lanciato un drammatico appello nel quale spiegava di aver visto la sua fossa, già preparata.
La moglie, una donna di 55 anni, aveva raccontato le difficoltà della prigionia: dormire all'aperto al freddo nella giungla tra le zanzare, sempre controllati da guardiani armati di fucile.

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