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GIUSTIZIA 17 Ottobre Ott 2014 2026 17 ottobre 2014

Lega, Bossi e figli a processo per appropriazione indebita

La tranche del procedimento relativa all'ipotesi di truffa trasferita a Genova.

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Umberto Bossi.

Umberto Bossi e i figli Renzo e Riccardo alla sbarra. Accusati di appropriazione indebita dopo il presunto scandalo con al centro spese personali con i fondi della Lega che aveva portato, nella primavera del 2012, alle dimissioni del Senatur da segretario del Carroccio.
TRASFERITA A GENOVA. La parte più importante del procedimento, quella incentrata sulla presunta truffa sui rimborsi elettorali da circa 40 milioni di euro e ai danni dello Stato, è stata trasferita da Milano al tribunale di Genova per competenza territoriale. Accogliendo in parte le richieste delle difese, il gup di Milano Carlo Ottone De Marchi ha deciso che gli atti relativi all'imputazione di truffa, contestata a Umberto Bossi, a tre ex componenti del comitato di controllo di secondo livello della Lega (Stefano Aldovisi, Diego Sanavio e Antonio Turci) e all'ex tesoriere del partito Francesco Belsito, devono essere trasmessi a Genova per competenza territoriale.
IPOTESI DI RENDICONTI IRREGOLARI. Secondo l'accusa, sarebbero stati firmati rendiconti irregolari poi presentati in parlamento al fine di ottenere rimborsi elettorali e truffando lo Stato per 40 milioni di euro. Somma che si riferisce a indebiti rimborsi elettorali che sarebbero stati ottenuti per il 2008 e il 2009. Riguardo al 2010, invece, i rimborsi chiesti non furono erogati dopo che i revisori pubblici nell'estate di due anni fa attestarono l'irregolarità dei rendiconti. Secondo il gup, però, la competenza a decidere sulla presunta truffa spetta ai magistrati genovesi, perché è su un conto intestato a Belsito e aperto presso una filiale genovese di Banca Aletti che venne accreditata l'ultima tranche dei rimborsi elettorali. Nel capoluogo ligure verranno trasmesse anche le carte relative all'accusa di appropriazione indebita relativa a quegli ormai famosi 5,7 milioni di euro di fondi del Carroccio che Belsito avrebbe usato per investimenti a Cipro e in Tanzania. Per queste imputazioni si torna alla fase della richiesta di rinvio a giudizio (la prescrizione per l'accusa di truffa scatterà nel 2018).
ACCUSA DI APPROPRIZIONE INDEBITA PER MEZZO MILIONE. Bossi e i suoi due figli, assieme a Belsito, vanno invece a processo con citazione diretta a giudizio davanti al iribunale di Milano in relazione all'accusa di appropriazione indebita di oltre mezzo milione di euro di soldi pubblici (ottenuti con rimborsi elettorali) che sarebbero stati usati per pagare le spese personali più varie: dalle multe per migliaia e migliaia di euro al carrozziere, fino all'ormai famosa laurea in Albania di Renzo 'il Trota', ai lavori di casa a Gemonio e agli indumenti. Tra il 2009 e il 2011, il Senatur, in particolare, avrebbe speso, secondo i pm, oltre 208 mila euro di soldi pubblici. Per Renzo, invece, più di 145 mila euro di spese, mentre a Riccardo vengono contestati 158 mila euro per pagare, tra l'altro, «debiti personali» e «noleggi auto».

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