Apple Datagate Snowden 130617113746
SPIRITO ASPRO 18 Ottobre Ott 2014 0747 18 ottobre 2014

Donne in carriera, il congelamento degli ovuli non è la soluzione

La crioconservazione dei gameti non risolve il problema della discriminazione.

  • ...

La sede della Apple a Cupertino.

È l'uovo, anzi, l'ovulo di Colombo. A pochi giorni dal Columbus Day, gli Usa ci insegnano che la soluzione dell'eterno dilemma delle donne che lavorano - carriera o maternità? - non è costruire più asili, ma più frigoriferi. Come quelli in cui Facebook, e da gennaio anche Apple, propongono di conservare a loro spese gli ovuli delle dipendenti che vogliono posticipare il momento di avere un figlio per dedicare gli anni giovanili al lavoro a tempo pieno. Proprio quel che, purtroppo nello stesso periodo, fanno le loro ovaie, che raggiungono il top della produttività a 26 anni e a 40 non solo battono la fiacca ma allentano pure il controllo-qualità, aumentando i rischi di aborti spontanei e malformazioni.
FUTURO RIPRODUTTIVO GARANTITO. Con una ventina di ovuli surgelati al momento giusto, il futuro riproduttivo dell'aspirante manager è garantito. E pure quello del nascituro, che anziché una madre senza rughe nasolabiali ma schizzata perché la collega senza figli viene promossa prima di lei, e stressata perché si deve svegliare un'ora prima per auto-mungersi col tiralatte da lasciare alla baby-sitter il cui costo le rosicchia buona parte dello stipendio, si ritroverà cullato da un'alta dirigente realizzata, soddisfatta di sé, con una busta paga più pesante di tutta la famiglia di Peppa Pig messa insieme, nonché provvista di un terzo o quarto marito che al tempo del congelamento degli ovuli andava alle elementari. Oppure senza marito, ma chi se ne frega, in un Paese in cui quattro donne su 10 mantengono da sole la famiglia e una madre su quattro è single?
UN ASILO INTERNO? TROPPO PROBLEMATICO. Per l'azienda, niente più dirigenti che scompaiono per mesi e poi tornano a mezzo servizio per lamentarsi sui blog di com'è duro conciliare e come sono cattivi i datori di lavoro e come sarebbe bello vivere in Scandinavia. È vero che un asilo interno costerebbe molto meno del congelamento di tutti gli ovuli delle dipendenti (il trattamento costa 500 dollari l'ovulo), ma i bambini fanno casino, le mamme si distraggono e poi insomma, quell'odorino stagnante di pannolini sporchi ti fa sentire poco hungry e troppo fool.

Largo all'ovulazione di fine rapporto

Martine Rothblatt, a destra, è il ceo donna più pagato d'America.

Insomma, mentre in Italia si dibatte sul Tfr in busta paga, negli Stati Uniti l'argomento del giorno è l'Ofr (ovulazione di fine rapporto), rappresentata dai gameti trattenuti dal datore di lavoro e da versare alla lavoratrice alla conclusione della carriera. Starà poi a lei decidere come gestirli: se usarli subito per garantirsi una discendenza, o investirli in una banca dell'ovulo, o regalarne qualcuno alla migliore amica che, lavorando in un'azienda che non offriva alle dipendenti il benefit della crioconservazione, ha dovuto rimandare il concepimento del primo figlio e ora non ci riesce più.
In America c'è chi trova la soluzione-Findus pragmatica e a favore delle donne, ma anche chi è dubbioso e la considera la dichiarazione implicita, da parte dell'azienda, che le lavoratrici che rimangono incinte sotto i 35 anni possono dire addio alla carriera.
SICURI CHE L'OVULO DI COLOMBO SIA LA SOLUZIONE? È ancora così in un Paese più evoluto del nostro, ma dove non esiste il sostegno alla famiglia e la condivisione dei compiti fra genitori che vigono in Svezia, Norvegia e Danimarca e permettono al 72% delle donne di lavorare e mettere al mondo almeno due o tre figli prima dei 30 anni. Ma siamo sicuri che basti l'ovulo di Colombo (o di Kelvin) a infrangere il famigerato soffitto di cristallo che impedisce alle donne americane di raggiungere le vette professionali finora prerogativa dei maschi e fa sì che solo il 5% delle 500 principali aziende Usa abbia un amministratore delegato donna (non citiamo i dati italiani per carità di patria)?
IL SEGRETO DI MARTINE ROTHBLATT. Il gamete congelato fresco (sempre ammesso che il frigo funzioni perfettamente e ininterrottamente per 10-15 anni) non assicura di per sé il successo nella gravidanza, né rinunciare ai figli in giovane età assicura di per sé il successo nel lavoro. Per ora la quadratura del cerchio, la perfetta conciliazione tra famiglia e carriera, è riuscita solo a Martine Rothblatt, cui quattro figli nati da un matrimonio trentennale non hanno impedito di diventare il ceo donna più pagato d'America, e uno dei più pagati in assoluto. Il suo segreto? Fino al 1994, quando ha cambiato sesso, era un uomo. I bambini li ha partoriti e allevati sua moglie.

Correlati

Potresti esserti perso