Fecondazione Eterologa 141020065910
SANITÀ 20 Ottobre Ott 2014 0655 20 ottobre 2014

Fecondazione eterologa, gli ostacoli per le donne over 43

Ticket solo per le più giovani. Le altre spesso costrette ad andare all'estero.

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In Italia solo le donne under 43 possono godere del ticket per la fecondazione eterologa: le altre pagano fino a 6 mila euro.

Il divieto di fecondazione con gameti esterni alla coppia è stato cancellato sei mesi fa, ma, secondo Cittadinanzattiva, il servizio pubblico è praticamente fermo: negli ospedali, è la denuncia, il trattamento non è ancora iniziato - Firenze è un'eccezione - e non sarà fatto se le donne sono over 43.
NODO OVER 43. Secondo le linee guida della Conferenza delle Regioni, però, quest'età rappresenta il limite del rimborso della prestazione: in pratica chi è più giovane paga il ticket, le altre devono pagare la tariffa piena (fino a 6 mila euro). Solo che in molte Regioni la fecondazione è rifiutata a chi ha oltre 43 anni.
La ratio, secondo quanto rivelato dal quotidiano La Repubblica, è che prima si voglia pensare alle coppie coperte dal ticket: il principio è stato scritto dalla Toscana, ma pure Emilia Romagna e Piemonte hanno seguito l'esempio.
RICHIESTE AI PRIVATI. Tuttavia, gli esperti hanno evidenziato che circa il 70% delle donne che intendono richiedere la fecondazione eterloga appartengono alla categoria delle over 43. Il cui futuro è quindi rivolgersi ai privati (o andare all'estero), come ha denunciato Paolo Costantini di Cittadinanzattiva, secondo cui «la maggioranza delle pazienti saranno escluse dalla sanità pubblica».
LIQUIDO SEMINALE DALL'ESTERO. Ma non è finita, perché in Italia non è ancora partita la raccolta di gameti ed è difficile trovare donne disposte a sottoporsi al trattamento ormonale e all'intervento per aiutare chi ha problemi di fertilità. E l'unico trattamento di fecondazione eterologa pubblico, eseguito a Firenze, è stato realizzato grazie al liquido seminale prelevato dall'estero.
Infine c'è il nodo dei gameti crioconservati con le regole del passato: le nuove linee guida prevedono ulteriori esami che rendono inutilizzabili migliaia di ovociti, come ha sottolineato Andrea Borini, presidente della Società italiana di prevenzione della fertilità.

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