DELITTO 20 Ottobre Ott 2014 0821 20 ottobre 2014

Milano, 42enne uccide la compagna strangolandola

L'uomo chiama un amico e confessa. Fermato dagli agenti a Sant'Ambrogio.

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Ha ucciso la sua convivente, strangolandola, poi ha chiamato un amico e ha confessato tutto. Un uomo di 42 anni, Gianluca Gerardo Maggioncalda, è stato arrestato in piazza Sant'Ambrogio, a Milano, la sera del 19 ottobre, poco dopo aver lasciato il luogo del delitto, un appartamento al quarto piano in via della Commenda 28, zona Porta Romana, pieno centro.
Era fermo lì, su una panchina, ad aspettarli. E loro l'hanno rintracciato attraverso il cellulare.
LE AVEVA GIÀ FATTO DEL MALE. Secondo quanto scritto dal Corriere della Sera, l'uomo era già stato fermato ad agosto per aver picchiato la fidanzata, Sonia Trimboli, che era stata salvata dall'intervento di alcuni vicini del palazzo. Quel giorno, lei era riuscita a scappare, coperta di sangue, nascondendosi nell'ingresso di un altro condominio. Lui era stato fermato, ma era potuto tornare a casa la sera. Una vicenda che certamente lascia un pesante interrogativo: se l'episodio non fosse stato sottovalutato, probabilmente, si sarebbe risparmiata una vita.
IL PADRE: «SONIA ERA FRAGILE». «Lui aveva già tentato di strangolarla ad agosto, l'aveva picchiata fino a romperle un timpano, lei era una donna fragile...e lui era geloso in modo ossessivo», ha raccontato piangendo Michelangelo Trimboli, il padre di Sonia. «Lui non la lasciava mai in pace, la seguiva in bici, la picchiava e poi gli chiedeva 'perdono'. Lei era molto fragile, aveva problemi con l'alcol, so che entrambi bevevano», ha aggiunto. «Sì, Sonia aveva avuto una serie di problemi dopo la morte della madre, 10 anni fa», ha confermato il legale.

LITIGI FREQUENTI. Secondo le testimonianze dei vicini, i litigi erano piuttosto frequenti all'interno della coppia, e spesso si arrivava alle mani e al lancio di oggetti. Per coprire i rumori, i due alzavano il volume della musica, ma questo non bastava.
L'uomo ha passato ore in questura, interrogato dal pm di turno Giancarla Serafini. Qui ha confessato il delitto, sostenendo che la donna non fosse ancora morta quando si è allontanato dalla casa in centro città. Della telefonata all'amico non ricorda nulla.
Il padre è gestore di un negozio di riparazione di gioielli e orologi al piano terra dello stesso palazzo di via della Commenda. La famiglia della vittima, invece, vive nella zona dei Navigli.
UN ELASTICO DA PORTAPACCHI VICINO AL CADAVERE. Quando sono arrivati nell'appartamento, gli agenti hanno trovato il cadavere e, lì vicino, un elastico da portapacchi che l'uomo ha confessato essere l'arma del delitto. Raccolto e isolato anche una smartphone, che potrebbe fornire indicazioni sulla storia della coppia.
La vittima era già finita nella cronaca nera in passato. Nel 2006 era stata accoltellata in quello che veniva chiamato il 'fortino della droga', un fatiscente condominio di viale Bligny 42. Il 28 maggio di otto anni fa, la donna aveva chiamato il 113 per dire che era scoppiata una furibonda lite fra due stranieri, uno dei quali era rimasto ucciso. Lei era stata trovata a sanguinante, ferita con tre coltellate.
Il 19 ottobre l'omicidio: una vicenda che colpisce la Milano bene nel suo cuore pulsante, coinvolgendo due dei quartieri più chic della città. L'appartamento è stato sequestrato.

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