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POLEMICA TALK 20 Ottobre Ott 2014 1026 20 ottobre 2014

Servizio Pubblico, lite Santoro-Travaglio: Cairo dalla parte del conduttore

Cairo si schiera dopo la lite. Ma il pubblico è con Travaglio. Su Twitter: «Fate la pace».

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Sulla rottura che si è consumata in casa di Michele Santoro tra il conduttore di Servizio Pubblico e il giornalista del Fatto Quotidiano Marco Travaglio è intervenuto direttamente l'editore di La7, Urbano Cairo: «Santoro ha fatto bene a riaffermare il principio che Servizio Pubblico offra a tutti la possibilità di dire quello che pensano, e anche di replicare», ha detto Cairo in un'intervista a la Repubblica. La lite, in diretta televisiva, ha portato Travaglio ad abbandonare la trasmissione, lasciando vuota quella sedia che fu 'spolverata' da Silvio Berlusconi in una puntata storica del talk show, capace di raggiungere quasi 9 milioni di telespettatori. Numeri ormai lontanissimi da quelli attuali, per un format che nel 2014 sembra essere entrato decisamente in crisi.


«LA RISSA NON FA ASCOLTI». «La rissa in tivù non porta ascolti», ha detto Cairo, «lo share cresce nel momento in cui ci sono le idee. Ho parlato solo con Santoro. Travaglio non lo sento mai. Io ho fatto un accordo con Michele: lui è libero di fare il talk con chi vuole, ha scelto Travaglio, che ha dato ottimi contributi. Non butto nessuno dalla torre. Travaglio è molto bravo a fare le domande. Ma è giusto che anche a lui possano fargliene», ha spiegato ancora Cairo, schierandosi così dalla parte del conduttore. La coppia sembra essere davvero giunta alle soglie di un divorzio e si dice anche che la crisi dipenda, nel profondo, dalle simpatie di Travaglio per il leader del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo. Su questo punto Cairo è stato però chiaro: «A me non risulta. Una così rodata coppia televisiva non credo scoppierà per un diverso modo di vedere la politica grillina. Comunque io non intervengo sulla linea politica».
Sul punto gli utenti di Twitter si sono in ogni caso divisi: c'è chi ha creduto alla parole di Cairo, considerandolo un vero «editore puro», e chi no.

Sul fatto che ci sia una certa sintonia tra Travaglio e il leader del Movimento 5 stelle sono d'accordo quasi tutti. E a supporto di questa tesi non mancherebebro nemmeno i documenti fotografici.

L'interessato, cioè Marco Travaglio, da parte sua ha negato ogni addebito, spiegando in un editoriale le proprie ragioni e domandandosi: «Ma è così strano indignarsi davanti allo scempio di una città e di una Regione malgovernate da decenni che quasi ogni anno contano i morti e all’ipocrisia dei responsabili che cementificano tutto e poi pontificano in tv col culetto al caldo nei loro salotti?».

Su Twitter, i più spiritosi hanno invitato Michele e Marco a fare subito la pace.

Santoro, per la verità, nella sua nota ufficiale sulla lite, ha spiegato che non ha problemi a proseguire nella collaborazione: «Per quanto mi riguarda», ha detto il giornalista, «non ho problemi a continuare il nostro rapporto nel rispetto della linea editoriale del programma, che prevede attenzione e ascolto nei confronti di tutti».

Insomma, a dire «ti lascio» sarebbe più intenzionato Travaglio che non Santoro. C'è chi ha notato che sul sito di Servizio Pubblico la maggior parte dei commenti è del resto a suo favore. Per alcuni osservatori, un segno che la maggioranza dei telespettatori del talk guarda al M5s più che al centrosinistra: «Un ulteriore problema per Santoro, che non può certo farsi dettare le regole del gioco in casa sua, avendo rotto con Beppe Grillo».

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