DOPO IL DISASTRO 21 Ottobre Ott 2014 1733 21 ottobre 2014

Alluvione Genova, tensione al corteo contro Regione e Comune

De Andrè e Baccini "capipopolo". Doria: «Niente tasse per i danneggiati». Foto.

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Un corteo per le strade di Genova, per chiedere le dimissisoni del sindaco, del presidente della Regione e dei vertici dell'Arpal. Allo slogan #OraBasta si sono unite urla, lancio di oggetti e uova contro la sede del municipio, insulti al governatore Claudio Burlando e al primo cittadino Marco Doria. La tensione, dopo l'alluvione che ha colpito la città, è salita quando la folla è arrivata sotto palazzo Tursi, sede del Comune. Il consigliere Mario Baroni è stato spintonato e insultato, aggredito con sputi e improperi nei vicoli davanti al palazzo. Il corteo è stato quindi bloccato dagli agenti in tenuta antisommossa, e una delegazione è salita dal sindaco.
DORIA: «NIENTE TASSE PER I DANNEGGIATI». Doria ha in programma di incontrare anche i musicisti Cristiano De Andrè e Francesco Baccini, che hanno partecipato alla protesta e siedono sugli spalti del consiglio comunale, ascoltando il uso intervento. «La Giunta oggi ha assunto la decisione di arrivare, dopo la sospensione, alla riduzione o al completo azzeramento dei tributi comunali per tutti i cittadini danneggiati dall'alluvione», ha detto il sindaco. «Non possiamo cancellare le imposte nazionali, ma possiamo creare un fondo per coprire le tasse fino al loro azzeramento. Lo stanziamento iniziale del fondo sarà di 2 milioni di euro».
DE ANDRÈ: «COLPA DELLA POLITICA». «Non posso che abbracciare tutti i ragazzi, gli angeli del fango, che hanno spalato senza che nessun politico li aiutasse», ha detto durante la manifestazione Cristiano De Andrè. «Ci sono 38 milioni per il rifacimento del secondo lotto della copertura del Bisagno, bloccati da anni. Burlando e Doria potevano far partire i lavori e non lo hanno fatto perché temevano di dover risarcire le imprese ricorrenti dopo aver perso la gara d'appalto: la colpa non è del Tar, ma della politica».

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