Ebola in Liberia
EMERGENZA 21 Ottobre Ott 2014 2130 21 ottobre 2014

Ebola, verso test rapido e vaccino

L'Oms studia la cura per il 2015. Esami veloci da ottobre. Il piano contro il virus.

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I laboratori di ricerca di tutto il mondo sono pronti a sferrare l'attacco decisivo al virus ebola.
Da Parigi è arrivato l'annuncio di un test rapido di diagnosi, mentre l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha assicurato la disponibilità per il 2015 dei primi vaccini sperimentali.
Altra buona notizia è giunta dalla Spagna, dove è stata dichiarata definitivamente guarita l'infermiera Teresa Romero.
MANCA IL CIBO. La situazione in Africa occidentale, però, continua a peggiorare: nelle zone colpite inizia a mancare il cibo ed è allarme per la malnutrizione infantile.
Il test rapido è stato messo a punto dai ricercatori del Commissariato per l'energia atomica e le energie alternative (Cea) e fornisce il risultato in meno di 15 minuti. I test attualmente in circolazione, invece, richiedono in media due ore di tempo e possono essere effettuati solo in laboratorio. Il nuovo test può essere utilizzato direttamente sul posto, «senza materiale specifico, sulla base di una goccia di sangue, di sperma o di urina», ed è previsto che diventi disponibile a fine ottobre.
DUE CANDIDATI VACCINI. Da parte sua, l'Oms prevede di disporre dei risultati iniziali sulla sicurezza dei candidati-vaccini contro l'ebola entro la fine dell'anno e di usare i primi vaccini sperimentali in Africa occidentale all'inizio del 2015. L'Oms segue in particolare due candidati vaccini: il Vsv Ebo, sviluppato dal Canada, e il ChAd3 della Gsk attualmente in fase di test clinici negli Stati Uniti, a Oxford e in Mali (test clinici sono previsti a Losanna entro la fine del mese).
Anche per il vaccino Vsv, i test d'immunogenità e sicurezza sono cominciati negli Stati Uniti. Tra gli altri candidati vaccini allo studio, quello sviluppato dalla Russia, con cui l'Oms è in contatto.
L'ITALIA STANZIA 50 MILIONI. Aumentano anche i fondi stanziati dai Paesi Ue: il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha confermato che nella legge di stabilità ci sono 50 milioni di euro per l'emergenza Ebola, destinati a rafforzare i controlli in porti e aeroporti e per le dotazioni dell'Istituto Spallanzani di Roma, mentre il Belgio ha stanziato altri 7 milioni di euro (oltre ai 22 già previsti).
In Africa, tuttavia, l'epidemia non si arresta, anche se l'ong Medici senza frontiere, nel segno della speranza, ha festeggiato il 'sopravvissuto numero 1.000' dimesso dai suoi centri di cura. In generale, però, la situazione sembra precipitare: gli ospedali esistenti hanno chiuso per paura dei contagi e perchè non attrezzati, hanno denunciato vari missionari cattolici in collegamento telefonico per una tavola rotonda presso la sede dei Camilliani a Roma.
Questo, hanno avvertito, sta facendo aumentare i decessi per altre cause, dalla malaria ai parti.
RIUNIONE OMS IL 22 OTTOBRE. Ma, soprattutto, è allarme cibo: i generi alimentari scarseggiano e i prezzi sono schizzati rendendo le esigue scorte inaccessibili alla popolazione, e la situazione è particolarmente grave per i bambini.
Proprio per fare il punto sull'epidemia, che ha fatto oltre 4.500 morti, il comitato di emergenza Oms ha fissato una riunione per il 22 ottobre a Ginevra e intende valutare eventuali nuove raccomandazioni. Intanto, gli Usa potrebbero limitare l'arrivo dei passeggeri dai Paesi colpiti solo a cinque aeroporti, attrezzati per fronteggiare l'emergenza. Gli scali interessati sono: il Jfk di New York, Newark in New Jersey, l'O'Hare di Chicago, il Washington Dulles e l'Atlanta Hartsfield. Un'allerta è giunta in serata dalla Tunisia, dove le autorità sanitarie hanno disposto il ricovero, per sospetta Ebola, per un uomo giunto all'aeroporto di Enfidha dopo essere stato espulso dall'Italia perché immigrato irregolare.

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