GIUSTIZIA 21 Ottobre Ott 2014 1038 21 ottobre 2014

Pistorius condannato a cinque anni per omicidio colposo

Emessa la sentenza per l'assassinio della fidanzata Reeva Steenkamp.

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La sentenza è arrivata. Oscar Pistorius è stato condannato per omicidio colposo a cinque anni di carcere per aver ucciso la fidanzata Reeva Steenkamp (guarda il video della sentenza). Pistorius è stato condananto anche ad altri tre anni per possesso di armi da fuoco, ma questa sentenza è sospesa con la condizionale.
DIECI MESI IN CARCERE. La sentenza è stata accolta in silenzio da tutti i presenti nell'aula. L'atleta non ha tradito alcuna emozione. Ha stretto la mano ad alcuni familiari ed è stato portato via.
Secondo un esperto legale della Bbc, intervistato subito dopo la condanna, Pistorius dovrà scontare in carcere almeno 10 mesi, cioè un sesto della pena complessiva.
«SENTENZA EQUA». Prima di pronunciare la sentenza, il giudice Thokozile Masipa ha dichiarato: «La seguente è ciò che considero una sentenza equa e giusta sia nei confronti della società, sia dell'accusato».
Soddisfatta, dopo il giudizio, la famiglia della vittima, che ha affermato di non voler fare appello contro la sentenza. Il padre di Reeva ha detto di essere «molto contento» per la condanna a cinque anni.
PORTATO IN CELLA. Dopo la lettura, Pistorius è stato portato in una cella dell'Alta Corte di North Gauteng in attesa di essere trasferito nel carcere di Kgosi Mampuru II di Pretoria.

Il Comitato paralimpico internazionale (Ipc) ha reso nota l'esclusione dell'atleta dai Giochi paraolimpici di Rio 2016 e da qualsiasi altra competizione per tutta la durata della condanna.
L'accusa aveva chiesto un minimo di 10 anni, mentre la difesa l'affidamento ai servizi sociali. «La decisione è mia e solo mia, giudicare le persone non è una scienza esatta», ha detto la giudice Thokozile Masipa nel pronunciare la condanna.
IL GIUDICE: «PRESI IN CONSIDERAZIONE TUTTI GLI ELEMENTI». Durante la lettura del verdetto la giudice ha sottolineato di aver preso in considerazione tutti gli elementi disponibili, dalla gravità del reato alla personalità e all'handicap dell'imputato: «Una pena non detentiva invierebbe un messaggio sbagliato alla società, ma allo stesso tempo una lunga pena detentiva non sarebbe appropriata», ha osservato Masipa.
Anche se il verdetto tiene in considerazione il fatto che l'accusa non è riuscita a provare l'intenzione di uccidere, la giudice ha detto di aver valutato la gravità dei fatti: Pistorius «sapeva che la toilette era uno spazio ridotto e che non vi era alcun modo di scappare per la persona dietro la porta».
«Oscar pagherà in questo modo il suo debito con la società», ha commentato lo zio del campione Arnold Pistorius.

Intanto il procuratore di Pretoria intende valutare se fare o meno appello: «Siamo rimasti delusi dal verdetto di omicidio colposo», ha affermato il portavoce, Nathi Mncube, «non abbiamo ancora deciso, abbiamo 14 giorni per rivedere la legge e vogliamo essere sicuri che i fatti e il diritto ci permettano di farlo».
Pistorius ha sempre negato di aver sparato volontariamente a Reeva, ma di averla scambiata per un intruso nel bagno e di essersi sentito in pericolo di vita. Il 14 febbraio del 2013 l'atleta venne arrestato e interrogato dalla polizia di Pretoria con l'accusa di omicidio per aver sparato alla propria fidanzata.
Dopo otto giorni di carcere e alcune udienze processuali, gli venne concessa la libertà su cauzione. Il 3 marzo di 2014, a Pretoria, è iniziato il processo a suo carico che si è concluso il 12 settembre, quando è stato riconosciuto colpevole di omicidio colposo.

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