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DIRITTI CIVILI 21 Ottobre Ott 2014 2021 21 ottobre 2014

Unioni gay, scontro tra il sindaco Marino e il ministro Alfano

In campo anche il Codacons e l'associazione Italia Cristiana. Due esposti in procura.

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Roma, selfie di una coppia omosessuale in Campidoglio.

La battaglia politica sulle nozze gay è destinata a spostarsi nelle aule di tribunale. Forse non solo quelle italiane, con contenziosi che potrebbero passare dal Tar alla procura fino alla Corte europea dei diritti dell'uomo. Dopo la clamorosa iniziativa del sindaco di Roma Ignazio Marino, che ha deciso di trascrivere in Campidolgio i matrimoni contratti all'estero da 16 coppie omosessuali, il prefetto della Capitale Giuseppe Pecoraro ne ha chiesto la cancellazione. Un atto che con ogni probabilità non arriverà, e darà inizio a un vero e proprio braccio di ferro.
IL CAMPIDOGLIO PUNTA SULLA DISCRIMINAZIONE. Il comune di Roma ha intenzione di mettere a punto una serie di strategie legali basate sulla «potenziale discriminazione contenuta in un'azione di cancellazione di un atto civile, contratto legalmente in un paese dell'Unione europea, solo sulla base del sesso dei contraenti». Nel frattempo otto coppie che sabato 18 ottobre hanno ottenuto la trascrizione delle loro unioni celebrate all'estero hanno inviato al prefetto Pecoraro una diffida a procedere con l'annullamento. Con una lettera di quattro pagine, inviata per conoscenza anche al presidente della Repubblica e al ministro della Giustizia, i loro avvocati hanno chiesto di «tutelare la separazione dei poteri definita dalla legge a garanzia dei diritti dei soggetti interessati».
IL CODACONS PRONTO A FARE RICORSO. Anche il Codacons è sceso in campo, come annunciato, contro la diffida del prefetto. L'associazione dei consumatori è pronta a presentare al Tar un ricorso d'urgenza, perché «l'annullamento delle registrazioni annunciato da Pecoraro si porrebbe in evidente conflitto con le disposizioni comunitarie». Ma è stato annunciato anche un possibile ricorso «alla Corte di Strasburgo, contro qualsiasi atto del prefetto che impedirà la trascrizione delle nozze gay operata dal sindaco di Roma».
UN ESPOSTO CONTRO ALFANO. Sul tavolo della procura della Repubblica di Roma, inoltre, è approdato l'esposto del Codacons «contro il Ministro dell'Interno Alfano», ha spiegato il presidente Carlo Rienzi, su un'ipotesi di «condotta discriminatoria fondata sull'orientamento sessuale e la violazione dell'autonomia del sindaco oltre che quella del diritto al rispetto della vita familiare».
E UNO CONTRO MARINO. Ma un altro esposto in procura è stato presentato anche contro il sindaco Marino: il movimento politico Italia Cristiana ha ipotizzato l'abuso d'ufficio, e ha chiedesto addirittura «la sospensione di Marino dalle funzioni e l'allontanamento immediato». Anche la Chiesa ha lanciato un nuovo attacco, attraverso il segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin, che ha sostenuto l'impossibilità dell'equiparazione delle unioni gay al matrimonio tra un uomo e una donna.

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