STORIA 22 Ottobre Ott 2014 0800 22 ottobre 2014

Muro di Berlino, 25 anni fa il crollo che cambiò il mondo

Il 9 novembre 1989 le prime picconate. Che portarono alla fine della Guerra fredda.

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Venticinque anni fa, il 9 novembre 1989, crollò il Muro di Berlino (guarda le foto).
Un evento che costituì non solo la premessa per la riunificazione della Germania ma rappresentò anche in modo materiale e visivo, nei picconi della gente che accorse a demolirlo, la fine del comunismo e della contrapposizione dei blocchi in cui era diviso il pianeta dopo la Seconda Guerra mondiale. Col Muro di Berlino finì sprattuto la Guerra fredda.
Quando qualche giorno prima, il 18 ottobre, Erich Honecker, il capo di Stato e del partito comunista nella Ddr, si dimise precipitosamente, lasciando il posto a Egon Krenz, il nuovo presidente del Consiglio di Stato annunciò una svolta che in realtà non aveva affatto capito: disse, infatti, di essere entrato in carica «per mantenere la sovranità statale della Ddr».
MANIFESTAZIONI IN PIAZZA. Diecimila tedeschi dell'Est avevano intanto lasciato il Paese, per fuggire in occidente attraverso l'Ungheria, o tentando la fortuna con metodi a dir poco avventurosi. E altre decine di migliaia protestavano ogni giorno nelle piazze della città della Repubblica democratica tedesca, per chiedere pace e libertà, con lo slogan «Wir sind das Volk!» («Noi siamo il popolo!»).

Nonostante si fosse smantellato il Politburo della Sed, nessuno in Germania aveva previsto l'epilogo. Che arrivò in una conferenza stampa in cui il regime, attraverso il ministro della Propaganda, Guenter Schabowski, annunciò improvvisamente un'apertura: la libertà di viaggio verso l'Ovest.
Un giornalista italiano, il corrispondente dell'epoca dell'Ansa, Riccardo Erhman, pose una domanda: da quando sarà in vigore la legge? «Da subito», fu la risposta.
ERETTO IN UNA NOTTE. Le agenzie di stampa batterono queste parole e il popolo inondò il confine: quel Muro lungo 155 chilometri, eretto in una notte (fra il 12 e il 13 agosto del 1961, per mettere freno all'esodo verso l'Ovest), fu cancellato dalla 'faccia' della città. Quel che seguì, la riunificazione tedesca, il 3 ottobre del 1990, fu il capolavoro politico del cancelliere Helmut Kohl.

Il Muro divise Berlino (e la Germania) in due parti per 28 anni.
Durante questo periodo furono circa 5 mila tentativi di fuga verso Berlino Ovest e tra 192 e 239 i cittadini uccisi dalle guardie mentre tentavano di raggiungere l'altro lato.
La frontiera era fortificata da due muri paralleli di cemento armato, separati dalla cosiddetta 'striscia della morte': 105,5 chilometri di fossato anti-carro, 302 torri di guardia con cecchini armati, 20 bunker e una strada illuminata per il pattugliamento lunga 177 chilometri.
Il Muro era composto da lastre di cemento armato collegate da montanti di acciaio e coperti da un tubo di cemento.
DIVERSI PUNTI DI ATTRAVERSAMENTO. Inizialmente, c'era solo un punto di attraversamento per gli stranieri e i turisti, in Friedrichstrasse. Le potenze occidentali avevano altri due posti di blocco, a Helmstedt sul confine tra Germania Est e Ovest e a Dreilinden sul confine Sud di Berlino Ovest.
Per i berlinesi erano inizialmente disponibili 13 punti di attraversamento, nove tra le due parti della città e quattro tra Berlino Ovest e la Ddr. In seguito, con un atto simbolico, l'attraversamento della porta di Brandeburgo fu chiuso. I posti di blocco furono battezzati coi nomi fonetici: Alpha (Helmstedt), Bravo (ancora visibile a Dreilinden sulla A9 appena usciti da Berlino) e Charlie (Friedrichstraße).

A 25 anni di distanza non è rimasto molto di quel Muro. L'abbattimento ufficiale iniziò il 13 giugno 1990 nella Bernauer Straße a opera di 300 guardie di frontiera della Ddr, per poi essere terminato da 600 soldati dell'esercito tedesco utilizzando 13 bulldozer, 55 ruspe, 65 gru e 175 camion.
A novembre dello stesso anno l'intero muro era stato abbattuto a eccezione di sei punti che furono mantenuti come monumento. I blocchi di cemento furono distrutti e utilizzati per la costruzione di strade.
LA DISPERAZIONE DI UN POPOLO. Il Muro di Berlino ebbe un forte impatto emotivo, sociale e culturale, non solo sui cittadini tedeschi ma anche nel resto del mondo. Al momento della sua erezione il muro separò, apparentemente per sempre, famiglie e amicizie, lasciando entrambe le metà della città, dopo l'incredulità iniziale, nello sconforto e nella disperazione.
Fu una delle rappresentazioni fisiche della Cortina di Ferro che separava in due l'Europa durante la Guerra Fredda.

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