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EPIDEMIA 23 Ottobre Ott 2014 2126 23 ottobre 2014

Ebola: nuova guarigione, ma allerta resta

L'Oms prescrive controlli più severi in uscita. In arrivo nuovi fondi e cure.

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L'epidemia da virus ebola «continua a costituire un'emergenza di salute pubblica» a livello mondiale. È sostanzialmente un invito a non abbassare la guardia quello arrivato il 23 ottobre dal Comitato di emergenza dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), riunitosi per la terza volta a Ginevra.
USA: UN'ALTRA GUARIGIONE. L'allerta deve dunque restare massima, mentre dagli Stati Uniti sono giunte una buona e una cattiva notizia. Risulta guarita anche la seconda infermiera infettata dal virus, mentre a New York si è registrato un nuovo caso sospetto su Craig Spencer, medico ricoverato d'urgenza al Bellevue hospital dopo essere rientrato dalla Guinea.
A fronte di un numero di casi che nei Paesi dell'Africa occidentale ha ormai quasi sforato il tetto di 10 mila, con circa 5 mila morti e il primo caso accertato in Mali su una bimba di 2 anni, gli esperti Oms hanno evidenziato quali debbano essere le priorità per combattere l'epidemia.
AGIRE NEI PAESI PIÙ COLPITI. Innanzitutto, ha rilevato l'Oms, bisogna continuare a «bloccare la trasmissione del virus nei tre Paesi colpiti» maggiormente, ovvero Guinea, Sierra Leone e Liberia. Tale azione è infatti «il passo più importante per prevenire una diffusione internazionale». Per questo, «i controlli in uscita da Guinea, Liberia e Sierra Leone restano critici; per ridurre l'esportazione di casi questi Stati dovrebbero mantenere e rafforzare i controlli in uscita per tutte le persone negli aeroporti internazionali, nei porti e ai maggiori valichi».
CONTROLLI IN USCITA PIÙ CHE IN ENTRATA. Gli screening in uscita dovrebbero consistere «almeno in un questionario, la misurazione della temperatura e, in caso di febbre, nella valutazione del rischio che lo stato febbrile sia causato dal virus ebola». Al contrario, i controlli in entrata in porti e aeroporti, ha sottolineato il Comitato Oms, «possono avere un effetto limitato nel ridurre la trasmissione» del virus a livello internazionale.

Oms: «No a bando dei viaggi in Africa»

Dallas, disinfezione all'esterno della casa di Thomas Duncan, contagiato dall'Ebola.

L'Oms ha ribadito, inoltre, la raccomandazione di non attuare un bando generalizzato dei viaggi o del commercio con i Paesi africani colpiti. Intanto, negli Stati Uniti, Amber Joy Vinson, la seconda infermiera contagiata dal 'paziente zero' Thomas Duncan, non presenta più tracce del virus. Si tratta della quinta persona che riesce a sconfiggere il virus Ebola negli Usa.
DALL'UE ALTRI 24,4 MLN. Si è rafforzata anche la risposta internazionale, con lo stanziamento di nuovi fondi per far fronte all'epidemia: la Commissione europea ha annunciato ulteriori 24,4 milioni di euro da investire urgentemente nella ricerca. Il finanziamento va a cinque progetti, che vanno da una sperimentazione clinica su larga scala di un vaccino potenziale, sino ai test sui farmaci esistenti e nuovi.
TRATTAMENTO AL SIERO PRESTO DISPONIBILE. Inoltre, il trattamento a base del siero ricavato dal sangue dei sopravvissuti al virus dovrebbe essere disponibile entro un paio di settimane in Liberia, come ha segnalato il quotidiano inglese The Independent. Oltre ai fondi, resta il problema degli operatori sanitari in Africa. Secondo l'Oms non sono in numero sufficiente, ma anche su questo fronte la comunità internazionale si sta muovendo: Cuba ha annunciato che altri 83 medici e infermieri sono partiti per Guinea e Liberia (a breve il totale dovrebbe arrivare a 460), e i Paesi africani si sono impegnati a inviare 1.000 medici e paramedici in Liberia, Sierra Leone e Congo.
A LA SPEZIA ATTESA NAVE DA SIERRA LEONE. Sul fronte italiano, a La Spezia è scattato il protocollo anti-ebola per l'arrivo di una nave dalla Sierra Leone, il cui attracco è previsto per l'8 novembre. Rassicurazioni sono giunte però, da Bruxelles, dal ministro dell'Interno, Angelino Alfano: «Il ministro Lorenzin ha attivato tutte le misure necessarie e anche i fondi sufficienti», ha detto, «per fare tutto ciò che è possibile».

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