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GIUSTIZIA 23 Ottobre Ott 2014 1850 23 ottobre 2014

Omicidio Claps, la Cassazione conferma i 30 anni a Restivo

Niente sconti di pena: la Suprema Corte ribadisce la sentenza emessa in Appello.

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Danilo Restivo, condannato a 30 anni di reclusione per l'omicidio di Elisa Claps.

La Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione per Danilo Restivo, colpevole dell'omicidio della 16enne potentina Elisa Claps. Eliminata l'aggravante della crudeltà, per mancanza di prove ma senza conseguenze sull'entità della pena.
L'OMICIDIO 21 ANNI FA. Con questa decisione, i giudici della prima Sezione penale della Corte - presidente Umberto Giordano - hanno sostanzialmente ribadito la sentenza emessa dalla Corte di Assise di Appello di Salerno il 24 aprile 2013. In primo grado, sempre con rito abbreviato, la sentenza era stata emessa l'11 novembre del 2011.
Elisa Claps è stata uccisa il 12 settembre del 1993 e a lungo la sua scomparsa è stata un mistero, fino al 2010 quando i suoi resti sono stati scoperti nel sottotetto di una chiesa a Potenza.
«Sono soddisfatto di questo verdetto», ha commentato il sostituto procuratore generale della Cassazione, Paolo Canevelli, «perché riflette le mie indicazioni. Dal punto di vista dell'entità del trattamento sanzionatorio, la pena rimane inalterata perché rimangono in piedi le aggravanti della violenza sessuale e di aver ucciso per futili motivi».
IL PG: «CI SONO STATE COPERTURE». Il procuratore ha aggiunto: «In questa vicenda innegabilmente ci sono state delle 'coperture'». Sulla stessa linea è la psicologa Assunta Basentini, che quando Elisa scomparve, condusse delle osservazioni psicologiche su tutti gli amici della ragazza, compreso Restivo. «Già all'epoca emersero molti indicatori significativi del disagio di alcuni tratti della personalità di Restivo», ha spiegato Basentini, che è venuta in Cassazione per assistere all'udienza e alla lettura del verdetto, «c'erano degli elementi patologici e proposi un approfondimento della sua personalità».
Non ci fu alcun approfondimento e di Restivo si persero le tracce. Fino a quando, nel Regno Unito, pochi anni fa, l'omicida di Elisa fu condannato dalla giustizia inglese per l'uccisione di una donna, per la quale sta scontando in carcere, in Gran Bretagna, una condanna a 40 anni di reclusione. «Difficilmente sarà estradato», ha spiegato l'avvocato Alfredo Bargi, che lo ha difeso in Cassazione insieme alla collega Marzia Scarpelli.
LA MAMMA DI ELISA ALL'UDIENZA. All'udienza era presente anche la mamma di Elisa, la signora Filomena Iemma. «Dico solo che sono tranquilla, serena e fiduciosa», ha detto prima di uscire dalla Cassazione per tornare a Potenza. Qui, a casa sua, ha ricevuto la telefonata dell'avvocato Cristiana Coviello, dell'associazione 'Telefono donna', che si è costituita parte civile nel processo, e che l'ha informata del sostanziale rigetto del ricorso di Restivo.
Anche l'avvocatura del Comune di Potenza era in aula, rappresentata dall'avvocato Carmen Ferri. Sia al Comune sia al 'Telefono donna' sono stati liquidati 3 mila euro per le spese legali e circa 10 mila ai familiari di Elisa. Il processo di appello si era concluso davanti alla corte d'assise d'appello di Salerno il 24 aprile 2013 e quella decisione è stata quasi del tutto confermata. «Il movente è chiaro: Restivo ha agito con rabbia per punire Elisa che non aveva voluto accettare le sue proposte sessuali» ha sottolineato il pg nella sua requisitoria.

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