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ALLARME 24 Ottobre Ott 2014 1722 24 ottobre 2014

Ebola in Spagna, la psicosi provoca una vittima

Madrid, nigeriano sospettato di avere il virus muore per il ritardo dei soccorsi. 

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Il nigeriano morto a causa del ritardo dei soccorsi era arrivato nell'aereoporto di Madrid tramite un volo Turkish Airlines.

La crescente psicosi per il virus ebola ha provocato una vittima in Spagna. Un cittadino nigeriano, infatti, è morto sabato 18 ottobre nell'aereoporto madrileno di Barajas a causa della rottura degli ovuli di cocaina che aveva ingerito. I sintomi mostrati dall'uomo sono stati scambiati per quelli del virus, provocando così un ritardo nei soccorsi che gli è stato fatale.
SVENUTO IN AEREOPORTO. La vittima era arrivata in Spagna tramite un volo della Turkish airlines proveniente dalla Turchia. Dopo aver passato i controlli della dogana, al terminal 1 di Barajas, ha cominciato a stare male, tra fremiti e convulsioni, ed è poi svenuto. Dopo i primi soccorsi, prestati da agenti della guardia civile e del servizio di emergenza dell'aeroporto, è stato attivato il protocollo di sicurezza per il timore che l'uomo fosse affetto da Ebola. L'uomo è rimasto a terra per diversi minuti, in attesa di una squadra medica specializzata in malattie infettive, inviata dal servizio sanitario estero e dipendente dal ministero della Sanità.
AVEVA INGERITO CAPSULE DI COCAINA. Secondo quanto riportato dal quotidiano El Mundo, i medici hanno impiegato almeno 50 minuti ad arrivare sul posto, mentre il passeggero, a detta dei testimoni citati, è rimasto nel luogo in cui era svenuto, senza che nessuno osasse avvicinarsi. All'arrivo, la squadra sanitaria specializzata ha escluso che il nigeriano potesse essere affetto da Ebola e ne ha deciso il trasferimento in ospedale; al suo arrivo, però, l'uomo era già morto. Dalla successiva autopsia, è emerso che il decesso era stato provocato dalla rottura di una delle 26 capsule di cocaina ingerite col fine di introdurre la droga in Europa.
PANICO DOPO IL CASO DI TERESA ROMERO. La sua morte ha provocato numerose e accese polemiche. Il ministero della Sanità spagnolo ha accusato i servizi di assistenza di Aena, l'ente di gestione aeroportuale, di non aver prestato per tempo i dovuti soccorsi. Questo episodio è una spia evidente del clima di paura che si respira nel Paese, soprattutto in seguito al primo caso di contagio di Ebola, quello dell'infermiera Teresa Romero, la quale aveva assistito due missionari rimpatriati dalla Sierra Leone e poi deceduti. La donna, ricoverata all'ospedale Carlo III di Madrid, è stata dichiarata fuori pericolo.
MINISTERO: «NON AVEVA SINTOMI DEL VIRUS». Fonti vicino alla procura hanno invece negato il fatto che i soccorsi inviati dal servizio sanitario estero siano arrivati in ritardo, mentre Aena ha confermato l'attivazione del protocollo di sicurezza per sospetto caso di Ebola. D'altra parte, dal ministero della Sanità hanno sottolineato che «i medici dell'aeroporto di Barajas avrebbero dovuto assistere il cittadino nigeriano, il quale non presentava nessun sintomo che facesse pensare al virus» e, al contrario, «presentava una temperatura molto bassa».
«RITARDO GRAVE E FATALE». Secondo le fonti ministeriali citate dai media, «non c'è nessun protocollo che vieta ai servizi medici aeroportuali di prestare assistenza», tanto più che il passeggero aveva già passato la dogana spagnola e «i medici del dipartimento di Sanità estera sono deputati alla protezione sanitaria delle frontiere verso l'estero». Insomma, si sarebbe dovuto chiamare il 112 o intervenire direttamente, senza attivare il protocollo Ebola e rischiare un ritardo, risultato fatale per il trafficante nigeriano.

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