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EPIDEMIA 24 Ottobre Ott 2014 2102 24 ottobre 2014

Ebola, primo caso a New York: la città resiste alla paura del virus

Ricoverato il medico Craig Spencer. Obama abbraccia l'infermiera guarita. Bimba morta in Mali.

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Un sergente della polizia di New York prova a organizzare una conferenza stampa fuori dalla sala da bowling dove ha giocato il medico malato Craig Spencer.

New York, una della città più densamente popolate al mondo con i suoi otto milioni di abitanti, ha iniziato ad affrontare la paura del virus ebola. E non sembra avere intenzione di cedere al panico. Il giorno dopo il ricovero del medico Craig Spencer al Bellevue Hospital di Manhattan, il presidente Obama ha incontrato l'infermiera Nina Pham, guarita dalla febbre emorragica. E l'ha abbracciata «senza alcuna precauzione», come ha precisato il suo portavoce, Josh Earnest.
NIENTE PANICO IN CITTÀ. Tra i newyorchesi non ci sono stati segni di panico. E tuttavia, New York non è Dallas: la metropolitana è il mezzo di trasporto quotidiano per milioni di persone, e Craig Spencer l'ha presa tre volte la sera precedente al suo ricovero per recarsi a Williamsburg e giocare a bowling. «Non c'è motivo di allarme, ebola non si prende facilmente», ha detto il sindaco De Blasio dopo esser sceso anche lui nella subway, per assicurare i cittadini che i treni sono sicuri.
SPENCER IN GUINEA CON MEDICI SENZA FRONTIERE. Spencer è un esperto di medicina di emergenza e ha 33 anni. In Guinea era andato con Médicins Sans Frontières, 3 mila tra medici e infermieri dislocati in West Africa, 13 dei quali sono morti di ebola. Ha avuto i primi sintomi soltanto giovedì 23 ottobre, dopo 48 ore di stanchezza fuori dalla norma. Febbre a 38, disturbi di stomaco, è ricoverato d'urgenza al Bellevue: un centro di eccellenza per la cura delle malattie infettive. «È in grado di parlare al telefono», hanno detto i medici nel primo bollettino sanitario sulle sue condizioni di salute, mentre i detective sanitari ricostruivano il cammino del giovane tra Manhattan e Brooklyn, dall'appartamento sulla 147ma Strada fino a Williamburg, passando per un coffee shop e un ristorante sotto la High Line.
IN ISOLAMENTO LA FIDANZATA. La fidanzata di Spencer era assieme a lui, ed è stata messa in isolamento con altri due amici, tutti asintomatici. Ebola ha una prognosi migliore quando è diagnosticata in tempo, un fattore che potrebbe giocare a favore del dottor Spencer. Come è stato per Nina Pham, la prima infermiera contagiata a Dallas dal 'paziente zero', Thomas Duncan. Nina è stata dimessa venerdì 24 ottobre dal National Institute of Health, dopo essere stata dichiarata guarita. «Mi considero benedetta e fortunata per essere qui. Non ho più ebola», ha detto. Poi l'incontro con il presidente Obama, e quell'abbraccio che cerca di rassicurare un'intera città.

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