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INCHIESTA 24 Ottobre Ott 2014 1019 24 ottobre 2014

Elena Ceste morta, indagato il marito

Asti, il cadavere trovato dopo nove mesi. L'uomo è accusato di omicidio volontario.

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Elena Ceste.

Indagato il marito di Elena Ceste, la casalinga di Costigliole d'Asti trovata morta nei giorni scorsi: ad affermarlo la trasmissione Mattino cinque la cui inviata ha riferito che i carabinieri si sono presentati a casa di Michele Buoninconti, marito della donna scomparsa a gennaio, per consegnargli un avviso di garanzia.
«ATTO DOVUTO». Il provvedimento, secondo quanto appreso da fonti vicine all'inchiesta, è «un atto dovuto» e permette a Buoninconti di nominare un consulente medico-legale e di fargli seguire l'autopsia sui resti della moglie. L'esame è previsto il 25 ottobre ad Alba (Cuneo).
L'ipotesi di reato nei confronti di Buoninconti è di omicidio volontario e occultamento di cadavere, così come riportato sull'avviso di garanzia notificato all'uomo.
Nel pomeriggio, poco dopo le 16, il cancello della villa di frazione Motta si è aperto per far passare un'auto con i parenti da Salerno, mentre per l'intera giornata è continuato il via vai dei curiosi, desiderosi di sostare anche solo per pochi minuti davanti alla casa di Elena.
CADAVERE IN PESSIMO STATO. Solo dall'autopsia possono arrivare le prime risposte. A eseguirla è Francesco Romanazzi, direttore del servizio di medicina legale dell'Asl ad Alba. Le spoglie di Elena Ceste, restituite dal terreno solo quando sono state urtate da una ruspa al lavoro in un canale, erano in condizioni così cattive che l'identificazione è stata possibile solo con il test del Dna.
Le cause della morte sono ancora un mistero. Così come è ancora un mistero il motivo dell'improvvisa sparizione di questa madre di quattro figli. La denuncia fu presentata il giorno stesso, il 24 gennaio, dal marito: «Mi aveva detto che non si sentiva bene e mi aveva chiesto che andassi a prendere i ragazzi a scuola».
Da casa, Elena non aveva preso nulla, nemmeno il telefonino cellulare e la giacca. E l'auto era rimasta parcheggiata in cortile.
TANTE VOCI MESSE IN GIRO DA MITOMANI. Mentre i carabinieri indagavano, preghiere, veglie, fiaccolate e appelli su Facebook si intrecciavano alle voci, alle supposizioni, alle dicerie, alle incursioni dei mitomani.
C'era chi parlava di litigi, di ricatti, di relazioni con altri uomini, chi chiamava in causa una misteriosa donna gelosa, chi pensava che Elena fosse andata a Tenerife e chi si era convinto che si fosse rinchiusa in un convento di clausura: in particolare, nel monastero della Beata Vergine della Spina, non lontano da Costigliole.
Morena Deidda, l'amica del cuore, ha scritto su Facebook: «Ora non è il momento di piangere. Ora dobbiamo far tremare chi ti ha fatto del male. Io sarò il suo incubo... il desiderio di giustizia è troppo forte...». Sui social network, intanto, continuano a comparire messaggi di internauti convinti che il marito debba spiegare tante cose.

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